giovedì 8 maggio 2014

L'ultimo gioco in città

I – FURTO DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE

Ti ricordi di Beirut?
Claudio Scajola

Questo snapshot ti ricorda forse qualcosa? Questo è il caso più eclatante, ma la musica stridente va avanti da anni. Capita che il social network FriendFeed abbia difetti di funzionamento.
A volte, per esempio, saltano i lucchetti.
Metti alla prova la tua memoria! Potresti vincere ben due lucchetti Yale.

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma le stampelle le ho rubate a te o al fotogramma di Lubitsch?... Vedi, manco mi ricordavo più di questo quiz, nel mare di quelli a cui ho partecipato, spesso "vincendo". Ricordo bene, invece, che le "vittorie" erano vissute amichevolmente perché erano anche il segno di un immaginario cinematografico - e non solo -, condiviso, come ricordo di avere spesso azzeccato i titoli dei "tuoi" film solo dalle parole che proponevi e che raramente erano così banali come il sostantivo "stampelle" posto a didascalia o come associazione a un frame che mostra un poveraccio con una gamba sola. E la "letteratura", con e senza virgolette, per quanto mi riguarda conta sempre, e ha contato molto per poter partecipare divertendomi ai tuoi quiz. Il fotogramma del soldato, al contrario, è la didascalia perfetta per me, per il mio gioco, e dunque per la frase che mi rigirava nella mente in quel momento, tratta da un romanzo che amo ("... come un fiume che smette di essere fiume o come un albero che brucia all'orizzonte senza sapere che sta bruciando"). Non so che altro dirti, sinceramente, a parte che trovo i toni del tuo post a obiettivo sputtanamento francamente esagerati. Tieni, allora, ti restituisco le stampelle, se credi siano siano solo le tue. Ricordati invece che mi devi ancora due spille artigianali, ma tuttavia non te ne preoccupare, dacché le hai promesse alla "vincitrice dell'anno" è passato troppo tempo, e io non porto più spille nel chiodo, e nemmeno il chiodo. Riguardati.

Bianca

Anonimo ha detto...

P.S.: Eventualmente fammi sapere se, oltre alle stampelle, ritieni che ti si debba restituire altro, o se invece è l'idea che si possano fare giocosamente "quizzi di cinema" in un social che ti disturba troppo.
Il resto spero ti sia chiaro.
Riguardati 2.

Bianca

Stenelo ha detto...

Se ho deciso di pubblicare questo post è perché la cosa come ho scritto va ormai avanti da troppi anni. Davvero troppi, e non solo e non tanto per me. Non è tanto la questione delle identiche stampelle offerte in palio per un quiz che riguarda l'identica immagine (stampelle effettivamente molto banali, certamente, forse addirittura oscene: ma allora perché riproporre identiche quella banalità, quella oscenità, invece di qualcosa di tuo?). È proprio tutto il game concept di #onthesetof che ricalca maniacalmente quello de "l'ultimo gioco in città": nei minimi dettagli (inutile elencarteli, ne sei perfettamente consapevole e lo vedono tutti quelli che hanno partecipato al mio), finanche nelle espressioni verbali e nel modo di interloquire con i giocatori. In rete, da un blog italiano di nicchia (buona o cattiva che sia) ci si limita al post di sputtanamento.
E non è solo il gioco, e anche quello lo sai benissimo. È praticamente tutto il feed che (da anni, ripeto) replica puntualmente immaginario, riflessioni e soprattutto formulazioni unicamente riconducibili a questo blog: basta una semplice ricerca virgolettata su google e il gioco è fatto. Faccio un esempio, non per te (continuo infatti a sperare in una qualche consapevolezza, anche se la causa di tutto ciò continua a sfuggirmi), ma per la coerenza del discorso. Metti a confronto questo post: http://friendfeed.com/bianca17/43a57f60 con questo: http://ealcinemavaccitu.blogspot.it/2009/12/lultimo-gioco-in-citta.html.
Ti rendi conto che l'unica frase che tu sia riuscita a formulare è un copincolla del secondo link, vero? Forse mi dirai anche qui che la frase era banale, ma ancora una volta perché non cercare (per te stessa, soprattutto) una tua espressione?
Di esempi del genere potrei davvero trovarne molti (troppi) altri, e secondo me altri si sarebbero già mossi da molti (troppi) anni, e forse in modo più maligno. Perché il tutto è assai perturbante, inutile negarlo. Ma è anche vero che lo è ancora di più per il perpetratore, che forse dovrebbe cominciare a "riguardarsi" con molta più attenzione.
Sì, l'ultimo gioco in città era divertente. E come tutti i bei giochi ha una sua durata e poi si passa ad altro. Quest'ultimo "gioco" (non solo #onthesetof, ripeto) è durato troppo, secondo me. E non mi pare sia mai stato particolarmente divertente. Ma certo, posso parlare solo per me e per i pochi amici di vita e/o di rete. Forse a te diverte.

Anonimo ha detto...

È sempre abbastanza difficile dialogare con chi vede il male anche nei baffi del droghiere, e continua a vederlo pure se il droghiere i baffi non ce li ha. Non so davvero cos'altro aggiungere per dirti che stai sbagliando.

Per quanto riguarda Martone, lunga vita al mio vecchio e sempre prezioso Sadoul (come avrei potuto indovinare altrimenti un film che per me era fatto solo delle sue parole? Il buon vecchio George Sadoul, già, che tu bruceresti, mi hai scritto, e io ancora oggi ti rispondo: ma non ti azzardare! ;) E insomma, anche su questo ti avevo già risposto dall'altra parte del ponte (effettivamente il tuo chiodo inizia a essere un po' troppo datato, non trovi?). Purtroppo dubito fortemente che esista una risposta che possa acquietare uno zombie che si rispetti.
Io comunque credo di voler continuare a giocare sinché campo, mi auguro il più a lungo possibile. Bacioni, Sten.