“Ogni mattina per guadagnarmi la pagnotta mi reco al mercato delle menzogne e pieno di speranze mi metto a fianco dei venditori.”
“ho registrato questa frase di Brecht
e ho chiesto a Fritz Lang
di dirla a Brigitte Bardot
e ho chiamato il film
il disprezzo”
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martedì 27 dicembre 2011
BB
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lunedì 16 marzo 2009
Giromondo
La curiosa attrazione che prese il nome di Hale’s Tours, se davvero venne presentata [all’Esposizione Universale di Saint Louis, del 1904] nei modi previsti dal suo inventore, certo William Keefe, doveva consistere in un vagone ferroviario privo di una delle fiancate, che girava dentro un tunnel circolare la cui parete veniva a formare uno schermo continuo, senza inizio né fine. Sullo schermo venivano proiettate immagini prese da un treno in movimento.
Noël Burch, Il lucernario dell’infinito (trad. di Paola Cristalli, Il Castoro 2001), p. 40.
Noël Burch, Il lucernario dell’infinito (trad. di Paola Cristalli, Il Castoro 2001), p. 40.
Inutile spiegare perché ieri sera ho ripensato a questa scena, che collocherei senza dubbio tra le dieci preferite del mio pantheon personale, se solo avessi un pantheon personale.
Poi mi sono detto che la scena poteva servire a illustrare sia i vent'anni dalla nascita di internet, sia i dieci dalla morte di Stanley Kubrick, inutile spiegare perché.
Poi mi sono detto che la scena poteva servire a illustrare sia i vent'anni dalla nascita di internet, sia i dieci dalla morte di Stanley Kubrick, inutile spiegare perché.
Ma poi lo so che potrebbe servire a illustrare qualsiasi cosa, in fondo.
Se un’immagine, guardata a parte, esprime nettamente qualcosa, se comporta un’interpretazione, essa non si trasformerà entrando in contatto con altre immagini; le altre immagini non avranno alcun potere su di essa, ed essa non avrà alcun potere sulle altre immagini. Né azione, né reazione: essa è definitiva e inutilizzabile, nel sistema del cinematografo.
Jean-Luc Godard, Histoire(s) du cinéma, 2b — Fatale beauté (1997).
giovedì 23 ottobre 2008
When you're smiling
i celebri e pallidi sorrisi
di Leonardo e Vermeer
dicono prima io
io
e dopo il mondo
Jean-Luc Godard, Histoire(s) du cinéma, 3a — La Monnaie de l’absolu (1998).
di Leonardo e Vermeer
dicono prima io
io
e dopo il mondo
Jean-Luc Godard, Histoire(s) du cinéma, 3a — La Monnaie de l’absolu (1998).
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giovedì 8 maggio 2008
Baratri
ecco quel che chiedeva
David O. Selznick
voglio del Rio e Tyrone Power
in una storia d'amore
che si svolga nei mari del sud
la trama non m'importa
basta che si intitoli
birds of paradise
e che alla fine del Rio
si butti in un vulcano
Jean-Luc Godard, Histoire(s) du cinéma, 3a — La Monnaie de l'absolu (1998).
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