venerdì 28 gennaio 2022

The Tragedy of Macbeth (Joel Coen, 2021)

1984: L’impressione che mi fece da pischelletto, all’anteprima di Blood Simple una domenica mattina, quel carrello in avanti sul bancone del bar che scavalca l’ubriacone accasciato.
2022: Io che subisco The Tragedy of Macbeth.

martedì 11 gennaio 2022

sabato 8 gennaio 2022

Già deciso

Test pilota Pirxa.
Film di fantascienza polacco.
Anno: 1979.
Scoperto: oggi.
Visto: solo questo fotogramma.
Già deciso: è bellissimo.

mercoledì 5 gennaio 2022

Stenshots

domenica 2 gennaio 2022

Stenshots

 Volti di maschi persi nello spazio di Jules Dassin.



sabato 1 gennaio 2022

The Silent Sea

Visto il primo episodio della serie sudcoreana The Silent Sea.

Punti a favore.
1) Mettono su una squadra di persone per andare su una base lunare, dove son morti tutti cinque anni prima. O meglio: la squadra c'è già ma ci aggiungono una che un tempo era un'astrobiologa e ora fa l'etologa. Ma perché un simile cambiamento di carriera. E BOH!
2) La squadra deve recuperare un campione, se è sotto una certa temperatura ok, altrimenti "sono cazzi", come spiega loro l'ASA (è la NASA sudcoreana senza la enne). L'etologa che chissà perché un tempo era astrobiologa alza il ditino (sul serio, "letteralmente"). E fa una domanda veramente sorprendente: "Che cosa c'è in quel campione?". Risposta dell'ASA: "E noi che ne sappiamo? Ce lo dica lei!".
Ma è chiaro che quelli dell'ASA lo sanno, dai. Lo capisce pure l'ex astrobiologa anche se ora fa un mestiere miserabile, lo si capisce che lo capisce perché aggrotta le sopracciglia, scuote la capoccetta, insomma fa le tipiche facce di quella che ha capito quel che noi abbiamo capito pur continuando a non sapere quel che sanno quelli dell'ASA.
3) In prossimità della Luna qualcosa si scassa (in modo imprevisto? prima del previsto? non ho capito) nel rapporto tra quello che chiameremo "razzo" e quello che chiameremo "shuttle". Lo shuttle deve sganciarsi dal razzo (prima del previsto, questo son sicuro di averlo capito). Quindi si appresta ad allunare MA IL MOTORE È ROTTO.

Punto a sfavore:
1) In una scena con l'etologa ex astrobiologa-non-si-sa-perché c'è una tigre in CGI. Ho realizzato in quel momento che la cosa più brutta prodotta da ventre di CGI sono le tigri.

venerdì 31 dicembre 2021

Don't Look Up (Adam McKay, 2021)

Don’t Look Up conforta tutte le mie convinzioni e punta il dito su tutto ciò che detesto. Lo fa in modo preciso e al contempo metaforico: perché quel che dice valga non solo qui e ora, ma ovunque e domani. Non offende mai la mia intelligenza e ha sempre rispetto di me come persona.

Mi ha fatto abbastanza schifo.

martedì 21 dicembre 2021

Stenshots

domenica 19 dicembre 2021

Landscapers (Ed Sinclair e Will Sharpe, 2021)

Primo episodio visto ieri sera. Non è una serie cucita su misura per David Thewlis e Olivia Colman, semplicemente perché nessuna serie può essere costruita su una simile coppia d'attori: può solo esserne distrutta. Non a caso i personaggi da loro interpretati nell'ultimo decennio sono quasi tutti vampiri o cannibali, una stirpe che "farebbe della Terra un rottame e inghiottirebbe il mondo in uno sbadiglio" (Baudelaire, dicendo al Lettore della Noia). Mettili insieme e ottieni uno spin-off termonucleare di The League of Gentlemen.
Quindi come fanno gli autori e gli spettatori ad attraversare una devastazione annunciata? Aggirando, svicolando, rasentando i muri, giocando a nascondino e compiendo continue metamorfosi. I creatori (uno è Ed Sinclair, il marito di Colman; l'altro dirige tutti gli episodi e si chiama Will Sharpe, secondo me è l'elemento determinante; ambedue sono sicuramente famosissimi, io non li conoscevo neppure di nome) cambiano toni, punti di vista, scelte fotografiche, immaginari, generi, centri d'attenzione, punti di fuga: tutto, continuamente. Da una sequenza all'altra; da un'inquadratura all'altra (questo era già una caratteristica della prima stagione di Riget); addirittura all'interno della singola inquadratura.
Si ottiene un primo episodio la cui densità è impressionante, quasi sfiancante. È chiaro che questa serie vuole molte cose, quasi sicuramente troppe. Quello che colpisce è che tutto ciò che vuole, fa.

***

(Nota dopo il terzo episodio.)

La tassonomia frenetica, mozzafiato, sempre imprevedibile, del falso nella storia e nelle storie del cinema. Quindi degli artefatti, delle finzioni, delle menzogne, delle omissioni. Immagino De Palma perdere la testa per questa serie. Quindi non tanto il falso come costante ottusa ma come convulsa, compulsiva, malata sottrazione e soprattutto rimozione del reale prima e del vero poi. Dove però il punto sta nell'obbligare lo spettatore a non adagiarsi consolatoriamente di fronte a questa macchina celibe e totalizzante ma a chiedersi senza alcun "aiutino" se qualcosa di quel reale e di quel vero è sopravvissuto, e quando, e dove.

martedì 14 dicembre 2021