venerdì 13 aprile 2012

Self shots (guarda la gallery)

i celebri e pallidi sorrisi
di Leonardo e Vermeer
dicono prima io
io
e dopo il mondo
Jean-Luc Godard, Histoire(s) du cinéma, 3a — La Monnaie de l’absolu (1998).





lunedì 2 aprile 2012

Who's laughing now

Barack Obama fece il mio nome? Ebbene sì. A dispetto delle malelingue il Presidente di quasi tutti gli Stati Uniti d'America, nel corso del suo intervento a Seul (l'amena cittadina della Corea del Nord dove si svolgeva un importante vertice su qualcosa), si è lungamente soffermato su "andyougotomovies" ("ealcinemavaccitu"), defininendolo "the best blog about moving pictures and many other crucial things in the whole world wide web" ("il miglior blog su immagini in movimento e molti altri cruciale cose nel web mondo intero").


Amico mio, così si conclude questa storia, basata su testimonianze accertate. Saresti in grado di provare che non è accaduta veramente?

venerdì 23 marzo 2012

The Lost World


– Che cosa farai a Monaco?
– Finirò di scrivere quella storia.
– I tuoi scarabocchi?
– E tu? Tu che farai?
Alice van Damm (Yella Rottländer) Philip Winter (Rüdiger Vogler) in Alice nelle città (Wim Wenders, 1974)
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giovedì 22 marzo 2012

Mattatoio C


mercoledì 21 marzo 2012

Le Franc national

@Lahcen3m oui le nourrir avec un bon cassoulet et le gazer ensuite
filippi60
il y a 1 heure

C est quoi ce titre bande de salopards !!!!
Pourquoi pas un Cowboy tant que vous y etes !!!!
EuropeIsrael

Orlan aggratis (ffrap!)

Devo filmare quello che mi piace, non le cose brutte.
Gli stilisti espongono le loro collezioni in un museo di Firenze... E perché devo andare a filmare? C’è una pazza che si mette in mostra con le sue operazioni di chirurgia plastica dentro un museo… E chi se ne importa!
Nanni Moretti (Nanni Moretti) in Aprile (Nanni Moretti, 1998).

Outputonly o gustidimmerda? Votate! Snob, ma sarà la tua passione per le immagini orrorifiche che ti influenza. Complimentoni vivissimi. Un genio. È molto interessante tutto ciò. Ma perché lo scrivi in questo thread? Oh, non iniziate a trollare qui, superstar (e superstarri) mancati. È lecito, ma non è molto gentile. Capito cosa intendo? Trovo abbastanza antipatico e spocchioso l'atteggiamento di alcuni che, in FF, si comportano un po' come il Papa o come una superstar. Certo, io ho espresso il mio pensiero. È una curiosità scientifica. Capito cosa intendo? Se qualcuno non si evolve dai quattordici ai cinquant'anni, temo sia ben difficile che lo farà dai cinquant'anni al momento della sua morte, il significato sta tutto lì. La morte non l'ho mica inventata io, eh. Capito cosa intendo? Spero che uno più ferrato di me su 'ste cose possa darti una risposta, perché io zero, mi spiace! Capito cosa intendo? Se avessi voluto mandare a cagare qualcuno specificatamente avrei scritto "Ma vai a cagare". Capito cosa intendo? Bravaaaaaaaaaaa!!!! Biiiis! Biiiiiiissss! Ma quale modesta opinione, tu sei la mia luce :). Fa un po' presuntuosetto snob megalomane. Basta, ora la pianto, che tanto hai già spiegato tutto tu :) (Grazie) Non è come "La gente cammina perché ha le gambe", è molto peggio. Ahahahahahah ah sì? Ma complimenti! E poi, cos'altro? La tua leccornia preferita è la pupù? Il sentimento più amorevole per te è l'odio? Capito cosa intendo? E' che proprio non riesco a sopportare gli arroganti e chi se la tira. No, mi spiace, le prove in mio possesso non sono valide a causa di alcuni vizi proceduarli ;) Capito cosa intendo? Raga, è impo: capito cosa intendo? Blablablabla ma non c'è prova che blablablabla. Ho capito, grazie per la spiegazione, è molto interessante tutto ciò. Essere incoerenti è un corto circuito drammatico tra la propria esperienza di vita, tra ciò che si è acquisito e si è scelto e tra il proprio spirito critico (fondamentale in un essere umano). E' come vivere continuamente avulsi da se stessi e dalla propria vita (intesa come esperienza accumulata e come sequenza di apprendimento, soprattutto morale). Capito cosa intendo? E' essere in balia di altro e non orientati da ciò che si è. Un conto è se mi dite: "So che mangiare la torta con la panna mi fa ingrassare e mi fa venire il diabete, ma sono incoerente e goloso e me la magno". Ok, va be'. Capito cosa intendo? Oppure: "So tutto della medicina dello sport, l'ho studiata a menadito, ma sono pigro e conduco vita sedentaria". Ok. E' umano (è coerente con la natura umana). Capito cosa intendo? Evidentemente i due mojito che aveva ingurgitato gli avevano annebbiato il raziocinio. Tu sei la mia luce :)
Padre snaturato.
Ladro-assassino.
Pedofilo.
:-) ;-)))))


martedì 20 marzo 2012

אוצר התורה

To shoot pictures! Far saltare per aria tutto quello che non sopporti più.
Philip Winter (Rüdiger Vogler) in Alice nelle città (Wim Wenders, 1974).

lunedì 19 marzo 2012

#pensarci

Fermati lì. Pensaci. E mi rispondi dopo la pubblicità.
Gad Lerner a Pierre Carniti, L'Infedele, 19 marzo 2012.

Basta un clic (un clic e basta)

Ancora oggi, a distanza di secoli, ricordo il brivido che corse lungo la mia schiena di ragazzino al fulmineo gesto di Desailly, quando infila la mano nel taschino della giacca per inforcare gli occhiali: a ricostituire un contegno borghese prima di avvicinarsi alla balaustra, per osservare dall'alto del terrazzo Dorléac che si allontana per sempre.
Ma solo oggi ho notato il clic che fanno gli occhiali estratti dal taschino, un clic al contempo preciso e innaturale – gli occhiali non fanno clic – nel quale è racchiusa l'idea stessa di quel film, la visione del mondo e del cinema di François Truffaut.

sabato 14 gennaio 2012

Il naufragio

Il fonografo


Esiste dunque una musica che può essere suonata nell'acqua. Persino se l'acqua è assolutamente nera [e nera perché è rinchiusa in questa camerata, perché la catastrofe, o la disattenzione che ha allagato il locale, trasformando queste brande in palafitte, è impregnata della nostra idea del sudiciume, delle feci, della biancheria per terra che accompagna la nostra permanenza o il nostro sonno in un luogo chiuso - sporchiamo molto (la nostra specie sporca, di continuo, ogni sorta di biancheria, dato che non mangia i propri escrementi), e, nei primi anni del cinema, gli uomini che apparivano sullo schermo non facevano che sputare saliva o cicche di tabacco sul pavimento]. Qui, l'acqua trasuda e, come grasso che cola, stilla la stanchezza da questi personaggi sconosciuti. L’allagamento, poi, è il risultato della più completa disattenzione. Se abbiamo visto l'acqua salire in mezzo al ronfare di questi coscritti, vuol dire solo che a tradirli è stato il sonno.
Dunque, ci toccherà abitare in eterno questo nuovo spazio, e questa scenografia del diluvio, rinchiusi in una camerata militare. Sta tutto qui il burlesque? o la sua legge? Cioè: l'azione è tenacemente normale, semplicemente ostinata in un universo polimorfo, perché questo universo è fatto del solo scatenarsi degli elementi, e perché lo sconvolgimento dell'ordine cosmico qui è paragonabile alla turbolenza in una stanza. È qui che monteranno le grandi maree, si abbatterà il tuono, pioverà farina o la terra tremerà - perché è innanzi tutto qui che la luce si decompone. Per esempio, Charlot ci chiama a testimoni del fatto che, nonostante tutto, egli ha agito in modo corretto, in conformità con quanto aveva appreso poco prima: lui ha saputo qualcosa sulla disposizione degli oggetti intorno a sé, sulla consistenza della materia; lo ha saputo appena prima, ma era già un'altra età del mondo. Nel frattempo, la polvere si è trasformata in oceano, i tegami si sono messi a nuotare, le sedie a galleggiare, perché, nel suo sonno agitato, uno di quelli che dormiva, sornione, ha sentito il bisogno di urinare.

Scorgiamo la tromba di questo grammofono, ma sarà in grado di diffondere dei suoni? di riprodurre delle melodie? di far sentire la distanza sonora, lo scarto indefinito che separa due stati del mondo? e farà ascoltare come una forma il mondo sonoro di un diluvio prigioniero di quattro mura, cioè nient’altro che il mondo sonoro di tutto il cinema muto? Questo rumore non è forse l'eco amplificata del secco ronzio del proiettore: le intermittenze e i salti di fotogramma? Questo suono che non udremo mai rientra nell'immagine come una serie di movimenti burlesques a ciclo chiuso. Per ora gli tocca nuotare.

Jean Louis Schefer, L’uomo comune del cinema (traduzione di Michele Canosa), Quodlibet, Macerata 2006, pp. 58-9.