venerdì 26 marzo 2010

FilmmakerOnDemand ovvero Destini incrociati

Chiuso in una cella svizzera, un ebreo polacco a rischio di estradizione USA finisce di plasmare il suo ultimo film da un argilloso romanzo su uno scribacchino inglese confinato in una villa-bunker statunitense e alle prese con la riscrittura dell'inconsistente autobiografia di un Tony Blair su cui pende una minaccia di estradizione UK. Le inverosimiglianze lacerano la trama, ma sullo schermo l'illogico sipario strappato appare ricucito dall'alchemico ordito della magia, e allora non ha più importanza sapere se sia Roman Polanski a sognare il suo personaggio senza nome oppure il contrario (o ancora se dagli abissi un fantasma nascosto dietro la nona porta del terzo piano stia scrivendo il destino di entrambi). Quel che conta è l’incubo stesso, la sua indecifrabile certezza.


lunedì 22 marzo 2010

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

XII — FOG

Scopri da che film ho estratto questo fotogramma e vinci quattro prese Vimar. Nuove immagini giovedì e sabato, ma nel frattempo Altamente Fruzzetti sarà passato da queste parti.
AGGIORNAMENTO (giovedì 25 marzo): Ho deciso di darti una mano. Tre prese Vimar se azzecchi il titolo.
AGGIORNAMENTO (sabato 27 marzo): Uno spettro si aggira per l'Europa. Due prese Vimar a chi lo acchiappa.

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La partita si è conclusa senza vincitori.
Il film da riconoscere era La casa elettrica (The Electric House, 1922), uno dei migliori cortometraggi di Buster Keaton.
La prossima sfida si terrà lunedì 29 marzo.

sabato 20 marzo 2010

Interferencia secreta

PAROLE VENUTE DALLO SPAZIO

Che cos'è Interferencia secreta? È un nastro registrato illegalmente. Sono voci che parlano e trasmettono ordini e contrordini l'11 settembre del 1973. Voci che abbiamo sentito vagamente in qualche momento della nostra vita, ma alle quali non riusciamo a dare un volto, come se provenissero da immagini senza sostanza. Voci che sono echi di una paura sconnessa annidata in qualche punto del nostro corpo. Fantasmi immaginari. Una paura reale e, al tempo stesso, comune.
Alcuni ordini sono tassativi: si parla di uccidere immediatamente, si parla di arresti, si parla di bombardamenti. Gli uomini che parlano qualche volta scherzano: questo non ce li rende più vicini, al contrario, li inabissa, sono uomini che vengono fuori da fosse invisibili e impercettibili e con un linguaggio vagamente militare si assumono il compito di instaurare l'ordine. L'umorismo di cui fanno sfoggio è, malgrado tutto, familiare. Un umorismo che riconosciamo e non vorremmo riconoscere.
Chi parla potrebbe essere mio padre o mio nonno. Chi trasmette gli ordini potrebbe essere un mio vecchio compagno di scuola, quello prepotente o quello diligente, quello insignificante oppure quello che soltanto una volta ha partecipato ai nostri giochi. In queste voci familiari possiamo osservarci, di riflesso, come se ci vedessimo in uno specchio. Non è lo specchio di Stendhal, lo specchio che passeggia lungo la strada, ma potrebbe esserlo e per molti di coloro che ascoltano le voci lo sarà certamente in via definitiva.
All'inizio le voci sono indistinguibili. A poco a poco, però, ciascuna acquista una personalità, sebbene tutte condividano l'impronta della cilenità, ossia l'impronta lasciata da un'infanzia immersa nella nebbia e in qualcosa che in mancanza di una parola migliore chiameremo felicità. Le voci venute dallo spazio non solo ridisegnano l'isola infantile chiamata Cile: ci mostrano con la bacchetta del maestro la nostra realtà, ci chiedono di aprire gli occhi e anche le orecchie. Sono voci di uomini reali. Alcuni di loro, è evidente dal timbro, dalle esitazioni, sono spaventati e nervosi. Altri mantengono la compostezza con un sangue freddo invidiabile. Il nastro avanza e a poco a poco le voci si fanno sempre più familiari, come se fossero sempre state lì, a parlarci, a minacciarci. La similitudine è superflua. Infatti, sono sempre state lì. Sono gli uomini che ordinarono a un padre di sodomizzare il proprio figlio se non voleva che li uccidessero entrambi, sono i capetti che introdussero topi vivi nella vagina di una militante del MIR di ventidue anni cui davano della puttana.
L'apparenza, però, è quella di un gioco. Le voci si trascinano dalla nostra infanzia come numi tutelari decisamente buontemponi: se Dio non esiste, tutto è possibile, se la patria chiama, tutto si può fare. Alcune voci esitano. La maggior parte accetta, dubbiosa. La loro ingenuità, a volte, è immensa. Un ufficiale d'alto grado, in comunicazione diretta con un altro ufficiale d'alto grado, dice che da quel momento, data l'importanza di quel che deve trasmettergli, gli parlerà in inglese. Come se l'inglese fosse una lingua morta o come se nessuno, dall'altra parte, sapesse l'inglese.
Non c'è niente da fare: sono le voci della nostra infanzia. Voci cilene, come infiltrate in un film troppo grande per loro, voci che trasmettono un messaggio che loro stesse non capiscono del tutto. Un dialogo al di là della realtà, là dove il dialogo è impossibile. Eppure l'immagine finale, per quanti fatti straordinari accumuli, non sfugge a una banalità troppo familiare, ripetuta fino alla nausea. Tutti noi, in qualche momento della nostra vita, abbiamo conosciuto gli uomini che stanno parlando. Le voci, come in un immenso romanzo radiofonico a puntate, recitano per noi, ma soprattutto recitano per loro stessi. Pornografia, snuff movies. Finalmente hanno trovato il ruolo della loro vita. Alla fine i soldati hanno la loro guerra, la loro guerra più bella: di fronte a loro ci siamo noi, disarmati, ma a guardare e ad ascoltare.
Roberto Bolaño, Tra parentesi (trad. Maria Nicola), Milano 2009, pp. 88-90.



— Ti aspetto sabato al Circo Massimo.
— Mi sa che non posso. Conto comunque di rivederti a Filippi.
Dust.

lunedì 15 marzo 2010

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

XI — BURNS, BABY, BURNS!

Classics for dummies! Rivela l'Homer che c'è in te! Scopri quale film viene citato in questa scena e vinci un donut radioattivo!



ATTENZIONE: La partita si è conclusa martedì 16 marzo alle 00.09. Vincitore del 2009, Arco rientra in pista dopo aver sparato un paio di fraciche battute homeriche. "Una volta la mia mamma disse qualcosa che mi è rimasto proprio impresso. Mi disse: 'Arco: sei una grande delusione'" starà pensando ora, mentre mastica sconsolato il suo donut mutante. (Messaggio privato: Arco, magna de meno.)
La prossima sfida si terrà lunedì 22 marzo.

L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA
Strelnik: 4 donut radioattivi.
bianca: 3
donut radioattivi.
arco: 1 donut radioattivo.

lunedì 8 marzo 2010

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

X — IL PILOTA

Indovina il titolo del film pubblicizzato da questa rara locandina e vinci due biglietti sola andata per il settimo cielo.

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ATTENZIONE: La partita si è conclusa lunedì 8 marzo alle 18.27. bianca ha riconosciuto il poster polacco di Eyes Wide Shut (Stanley Kubrick, 1999), che ora puoi vedere integralmente.
La prossima sfida si terrà lunedì 15 marzo.

L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA
Strelnik: 4 biglietti sola andata per il settimo cielo.
bianca: 3 biglietti sola andata per il settimo cielo.

lunedì 1 marzo 2010

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

IX — THE CRACK-UP

Tre palline antistress a chi riconosce il titolo del film da cui ho estratto questo fotogramma. Nuove immagini si materializzeranno giovedì e sabato, ma ogni volta una pallina rotolerà in un tombino.
AGGIORNAMENTO (giovedì 4 marzo): Nuova crepa. Due palline antistress e passa la paura.
AGGIORNAMENTO (sabato 6 marzo): Terza immagine. Una pallina antistress.

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La partita si è conclusa senza vincitori.
Il film da riconoscere era Solaris (Andrej Tarkovskij, 1972).
La prossima sfida si terrà lunedì 8 marzo.

lunedì 22 febbraio 2010

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

VIII — RIEN VA

Due fiches a chi riconosce il titolo di questo film. Nuove sequenze giovedì e sabato. Con riduzione della posta, che te lo dico a fare.
AGGIORNAMENTO (giovedì 25 febbraio): Nuova sequenza: ignudare i vestiti. Una fiche e mezzo in palio, fet vò gé.
AGGIORNAMENTO (sabato 27 febbraio): Per farti indovinare mi tocca addirittura mostrarti l'uomo con la macchina da presa. Mi fai ridere, mi fai. Una fiche.





ATTENZIONE: La partita si è conclusa domenica 28 febbraio alle 01.35. Prima vittoria 2010 di bianca, che ha riconosciuto il cortometraggio A propos de Nice (Jean Vigo, 1930), fotografia di Boris Kaufman, fratello di Dziga Vertov.
La prossima sfida si terrà lunedì 1° marzo.

L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA
Strelnik: 4 fiches.
bianca: 1 fiche.

martedì 16 febbraio 2010

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

VII — FOR ME TO YOU

Una perlina a chi riconosce il titolo di questo film.



La partita si è conclusa senza vincitori.
L'orchestrina storpia terribilmente la canzone dei Beatles From Me to You. Non meritava neppure lo scrupolo filologico, e così il titolo reca il piratesco svarione For Me to You, come con le borsette Scianèl e i profumi Capuci. For Me, anche se il film è dell'incendiario fireman Forman, Miloš di nome: Al fuoco, pompieri! (Horí, má panenko, 1967), ultimo del periodo cecoslovacco prima dello statunitense taking off.
La prossima sfida si terrà lunedì 22 febbraio.

lunedì 8 febbraio 2010

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

VI — DARSI ALLA MACCHIA

Mandy! Mandy? Mandy, mi senti? Mi senti? Muovi la testa se mi senti. Muovi la testa se mi senti, Mandy. Ecco, brava. Riesci a sentirmi. Ce la fai ad aprire gli occhi per me? Lo puoi fare, Mandy? Fammi vedere che apri gli occhi. Ecco, dai. Dai, guardami. Guardami. Guardami. Guardami. Guardami. Guardami, Mandy. Bene. Bene.
Vittima di un’overdose, la prostituta Mandy (Julienne Davis) giace completamente nuda su una poltrona di velluto rosso. Il dottor William Harford (Tom Cruise) la resuscita in Eyes Wide Shut (Stanley Kubrick, 1999).


Tre desideri a chi riconosce il film da cui sono tratti questi fotogrammi. Giovedì proporrò una nuova terna di immagini, ma strofinerò la lanterna magica una volta. Nuova troika sabato, ma ti resterà solo un desiderio, epperò sarà pure sbagliato.

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AGGIORNAMENTO (giovedì 11 febbraio): Nuovo tris d'immagini. Dimmi cosa ci vedi e appaga due desideri inconfessabili.

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AGGIORNAMENTO (sabato 13 febbraio): Ultime tre immagini, ultima possibilità di realizzare un desiderio sbagliato.


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La partita si è conclusa senza vincitori.
Stavolta il film da riconoscere era un saggio documentaristico, The Pervert's Guide to Cinema (Sophie Fiennes, 2006), lunga passeggiata attraverso i film del filosofo e psicanalista Slavoj Žižek. Partendo dall'alto, i fotogrammi del quiz corrispondono ai titoli seguenti : 1) Gli uccelli (The Birds, 1963) di Alfred Hitchcock; 2) Monkey Business (1931) di Norman Z. McLeod; 3) fotogramma originale; 4) La conversazione (The Conversation, 1974) di Francis Ford Coppola; 5) Il testamento del dottor Mabuse (Das Testament des Dr. Mabuse, 1933) di Fritz Lang; 6) fotogramma originale; 7) Velluto blu (Blue Velvet, 1985) di David Lynch; 8) L'amante (Possessed, 1931) di Clarence Brown; 9) fotogramma originale: quell'uomo che ti guarda sguazzare nel pozzo dei tuoi desideri è Žižek stesso.
La prossima sfida si terrà martedì 16 febbraio.

lunedì 1 febbraio 2010

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

V — LA TRAVIATA

Tre panni sporchi a chi riconosce il lungometraggio cinematografico dal quale ho estratto questo fotogramma brutto e inutile. Giovedì mostrerò un'altra immagine, ma indosserò un paio di mutande zozze. Infine, sabato ti farò vedere un filmato ma infilerò un pedalino ammuffito. Mica posso andare a spasso nudo per far piacere a te.
AGGIORNAMENTO (giovedì 4 febbraio): Nuova immagine, resta un palio di vecchi pedalini in paio. Circa.
AGGIORNAMENTO (sabato 6 febbraio): Sì. Celoso che avevo detto "filmato". Però mi sono accorto che sarebbe stato troppo facile, e il vincitore sarebbe stato quello capitato qui per primo, che è più rapido, che ha la connessione migliore, non so se mi spiego. Per farmi perdonare, resto a piedi nudi e ti lascio i due calzini puzzacchiosi.

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LA PARTITA SI È CONCLUSA SENZA VINCITORI.
GIRATO IN TREDICI GIORNI PER LA TELEVISIONE, DUEL (STEVEN SPIELBERG, 1971) FU REPUTATO DEGNO DI UN'USCITA NELLE SALE EUROPEE. PER L'OCCASIONE IL FILM VENNE ALLUNGATO DI UN QUARTO D'ORA (L'ORIGINALE DURAVA SOLO 74 MINUTI). TRA LE SCENE AGGIUNTIVE SPICCA, PER IL SUO CARATTERE INUTILE O COMUNQUE INCONGRUO, UNA TELEFONATA DEL PROTAGONISTA ALLA MOGLIE, NELLA LAVANDERIA ATTIGUA A UNA STAZIONE DI SERVIZIO. LO STESSO SPIELBERG LA REPUTAVA SBAGLIATA, STANDO ALLE FONTI IMDB.
LA PROSSIMA SFIDA SI TERRÀ LUNEDÌ 8 FEBBRAIO.