sabato 14 gennaio 2012
Il naufragio
martedì 27 dicembre 2011
BB
“Ogni mattina per guadagnarmi la pagnotta mi reco al mercato delle menzogne e pieno di speranze mi metto a fianco dei venditori.”
“ho registrato questa frase di Brecht
e ho chiesto a Fritz Lang
di dirla a Brigitte Bardot
e ho chiamato il film
il disprezzo”
sabato 12 novembre 2011
domenica 6 novembre 2011
Un risveglio 5
Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta."
Eugenio Scalfari, "la Repubblica", 6 novembre 2011.
sabato 5 novembre 2011
lunedì 17 ottobre 2011
Uno, nessuno, Lavitola
venerdì 14 ottobre 2011
Punto di fuga
In mezzo all'inquadratura, gesticola il più grande attore di tutti i tempi. Si vede solo lui, anche quando ormai è un puntino che corre in lontananza: non come nei finali di Charlot, dove lui si allontana con fiduciosa sprezzatura. No, lui qui sta scappando: è lui, il punto di fuga.
Un minuto e quaranta di cinema puro.
Notare che per quasi tutto il tempo dà le spalle allo spettatore. Un interprete fuori classe si riconosce dal fatto che recita anche di spalle (in Toro scatenato è così per quasi tutta la scena, quando lui chiede a Joe Pesci "Iufacmaiuaif?"). Dice: "Ahio. Me so' fatto male. A 'a mano". Il resto è danza, grazia terminale di uno sbronzo elegantissimo, metronomo naturale, a bello e apposta: cravatta a pois annodata alla brutt'e peggio, camicia bianca sgualcita e mezza fuori dai calzoni neri (sbraco millimetrato), giacchetta agitata in una tauromachia che Hemingway, Leiris e Manolete non siete nessuno, e mocassini pronti a inciampare in un ultimo inaudito tip o tap di claquettes (lui iniziò imitando Fred Astaire, infatti).
Quello stendersi in mezzo all'autostrada, tra un Anno Karenino di Frosinone e il vago ricordo di griffithiane donzelle in distress legate alle rotaie del cinema delle origini, per poi rialzarsi subito dopo, in un sussulto pupazzesco. Non tanto perché la vita, sebbene difficile, meriti di essere vissuta, ma quando mai: no, solo perché c'è ancora (sempre) una spider (o una Seicento, o un bus di turisti) su cui scatarrare. Il suicidio può aspettare: intanto ammazziamo gli altri.
Sospetto l'improvvisazione del genio, nell'evidenza di quell'Hitler sputacchiato ai tedeschi.
Magari ce lo meritassimo ancora, Alberto Sordi.
sabato 8 ottobre 2011
"Non siamo carbonari né pugnalatori alle spalle"
mercoledì 5 ottobre 2011
Dacci un taglio
— Oggi qui c’è molta confusione. È seccante perdere le cose.
— Perdere dati?
— Tutto il Duecento. Abbiamo perso molti computer di tipo convenzionale. Qui è tutto uno spostar cose, un “riorganizzare”, ma stavolta è tutta colpa di ZERO, la più grande banca dati del mondo. Be’, peccato: povero piccolo Duecento… Non è un granché come secolo, solo Dante e qualche Papa corrotto, ma è così perturbante, così fastidioso…
Un bibliotecario (Ralph Richardson) e Jonathan E. (James Caan) in Rollerball (Norman Jewison, 1975).

