venerdì 21 agosto 2009

Figli di Marx e

Questo è whisky, sulle bottiglie c'è scritto così, ma sembra quasi-cola.
Don Rafael Acosta (Fernando Rey) nel Fascino discreto della borghesia (Luis Buñuel, 1972).




8 commenti:

iosif ha detto...

ciao altiero. bello quel che scrivi e come lo scrivi.

Stenelo ha detto...

Grazie. Un amico mi ricorda l'esistenza di questo.

mirumir ha detto...

Capo, ma tu hai mai provato la Cockta con il gin?

Stenelo ha detto...

Come si dirà in sloveno Mach mal Pause?

mirumir ha detto...

Naredite premor: è lo slogan che ha reso famosa la Cockta in tutti gli Stati cuscinetto.

Stenelo ha detto...

Nella Repubblica di Miranda la Cockta farebbe furore. Inutile lasciarlo all'uomo del popolo, non ha avuto un'educazione, non sa neppure che il Martini dry si beve come lo champagne: va un po' masticato. "Nessun sistema politico potrà dare al popolo tutta l'auspicabile raffinatezza, eppure voi mi conoscete: non sono un reazionario", come diceva il nostro stimatissimo ambasciatore.

desaparecida ha detto...

pensavo fosse à bout

Stenelo ha detto...

ABOUT, à bout, ottima. Inter nos, a me "Good Bye Lenin" mi convince poco, in genere trovo orribili tutti i film tedeschi degli ultimi anni, non mi è piaciuto neppure "La vita degli altri", per dire.
In compenso l'"Essai d'ouverture" di Moullet mi fa sganasciare, e colgo l'occasione per segnalare un suo libro magistrale, "La politique des acteurs", edito dai Cahiers e inspiegabilmente inedito in traduzione italiana.