venerdì 24 ottobre 2008

Dacci un Taglio

Pandora. Sequenza da acquisire.
All’inizio del film, americani in un villaggio spagnolo in riva al mare. La sera li ritroviamo a una festa. Ava Gardner è al pianoforte. Un giovane con un bicchiere in mano le fa un’ennesima proposta di matrimonio. Lei rifiuta. Lui beve il bicchiere e dichiara agli astanti che al momento di morire un’unica idea lo consola: che non vedrà più le loro facce. Cade morto.
Vogliamo la sequenza del ricevimento, fino al suicidio incluso.
Lettera di Guy Debord ai produttori del suo In girum imus nocte et consumimur igni (1978).

4 commenti:

Anonimo ha detto...

... et consumimur igni...
Non resta che la struggente eco del palindromo di Guy, che lentamente scivola, e scompare, nel mare della malinconia...

Bianca

alt ha detto...

E già. Chissà se Batman lo conosce, questo:
Ma nulla esprimeva questo presente senza uscita e senza riposo quanto l’antica frase che ritorna integralmente su se stessa, essendo costruita lettera per lettera come un labirinto da cui non si può uscire, di modo che essa accorda così perfettamente la forma e il contenuto della perdizione: In girum imus nocte et consumimur igni. Noi giriamo in tondo nella notte e siamo divorati dal fuoco.

Anonimo ha detto...

Questa è un escona per pipistrelli...
L'in girum imus nocte è il primo palindromo che ho imparato ai tempi del liceo: lo citavo ad ogni dove e, allora come oggi, il fatto che fosse in latino faceva molto fico.
Batman

alt ha detto...

Che poi non ricordo dove l'ho letto ma pare sia latinorum, in realtà. Però non cquanto "Cicero Ciceronis / magnavit maccheronis / tanti ne magnavit / Cicero crepavit".
Al passante ignaro. Il commento precedente è stato scritto dal mago dei palindromi. Qui passa gente chic, mica guano di vampiri.