lunedì 8 febbraio 2010

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

VI — DARSI ALLA MACCHIA

Mandy! Mandy? Mandy, mi senti? Mi senti? Muovi la testa se mi senti. Muovi la testa se mi senti, Mandy. Ecco, brava. Riesci a sentirmi. Ce la fai ad aprire gli occhi per me? Lo puoi fare, Mandy? Fammi vedere che apri gli occhi. Ecco, dai. Dai, guardami. Guardami. Guardami. Guardami. Guardami. Guardami, Mandy. Bene. Bene.
Vittima di un’overdose, la prostituta Mandy (Julienne Davis) giace completamente nuda su una poltrona di velluto rosso. Il dottor William Harford (Tom Cruise) la resuscita in Eyes Wide Shut (Stanley Kubrick, 1999).


Tre desideri a chi riconosce il film da cui sono tratti questi fotogrammi. Giovedì proporrò una nuova terna di immagini, ma strofinerò la lanterna magica una volta. Nuova troika sabato, ma ti resterà solo un desiderio, epperò sarà pure sbagliato.

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AGGIORNAMENTO (giovedì 11 febbraio): Nuovo tris d'immagini. Dimmi cosa ci vedi e appaga due desideri inconfessabili.

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AGGIORNAMENTO (sabato 13 febbraio): Ultime tre immagini, ultima possibilità di realizzare un desiderio sbagliato.


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La partita si è conclusa senza vincitori.
Stavolta il film da riconoscere era un saggio documentaristico, The Pervert's Guide to Cinema (Sophie Fiennes, 2006), lunga passeggiata attraverso i film del filosofo e psicanalista Slavoj Žižek. Partendo dall'alto, i fotogrammi del quiz corrispondono ai titoli seguenti : 1) Gli uccelli (The Birds, 1963) di Alfred Hitchcock; 2) Monkey Business (1931) di Norman Z. McLeod; 3) fotogramma originale; 4) La conversazione (The Conversation, 1974) di Francis Ford Coppola; 5) Il testamento del dottor Mabuse (Das Testament des Dr. Mabuse, 1933) di Fritz Lang; 6) fotogramma originale; 7) Velluto blu (Blue Velvet, 1985) di David Lynch; 8) L'amante (Possessed, 1931) di Clarence Brown; 9) fotogramma originale: quell'uomo che ti guarda sguazzare nel pozzo dei tuoi desideri è Žižek stesso.
La prossima sfida si terrà martedì 16 febbraio.

38 commenti:

bianca ha detto...

Se nel passaggio dal b/n al colore le tavole di Rorschach non mi facessero sussultare, direi "Ministry of Fear" (Il prigioniero del terrore) di Fritz Lang, del '44. Magari nel frattempo lo hanno colorato, che ne so.

Stenelo ha detto...

Bel film, ma infatti no: che se avessi mescolato due versioni diverse, una originale in bianco e nero e l'altra atrocemente colorizzata, primo lo avrei detto, secondo lo avrei fatto. Qui si tratta di riconoscere il film che contiene le tre immagini, tali e quali, così come le ho snapsciottate.

arcomanno ha detto...

Ancora co 'sti film che mischiano colore a b/n. Sempre 'sti registi indecisi, tormentati. Ma dico: fai un film a colori o uno in b/n (o n/b se lo fai in Francia). Che ci vuole? Che poi immagina il casino, cambia pellicola, sviluppa, contrasta, taglia, monta. Sempre per fare complicata cosa semplice.
No, niente, volevo solo dire che stavolta è tosto. Mortacci.

Stenelo ha detto...

In realta per un tipo come te è meno tosto di quel che credi. E fare un film così meno complicato di quel che sembra. Osserva attentamente le immagini, sei un po' fuori strada.

miroslava ha detto...

(Interessa: snapsciottare in Ovest non è verbo di aperitivo? Esempio: "Ho snapsciottato ginepro con ghiaccio e scussetta di limone, vuoi stuzzico salato?" Tutto questo io mette in parentesi per segnala Fuori di Tema.)

Strelnik ha detto...

Fusse che fusse "Shock Corridor" di Sam Fuller?

Stenelo ha detto...

Per la seconda e terza immagine? Perché no, ma no: "Shock Corridor" non è a colori. Stei tiund, che tra due minuti due arriva tris misto. Triste. Mesto.

Stenelo ha detto...

[Per Miroslava: "snapsciottare" (1) Termine professionale dei barbieri dugenteschi per indicare la permanente dei calvi. (2) (gergale, raro) Sottrarre a fini di ritorsione ideologica (es. "D'Avenia, zitto o ti snapsciotto la moto", Giò Bullard).]

Strelnik ha detto...

Provavo con "Shock corridor" perché le scene del giornalista autorecluso che delira mi sembrava di ricordare fossero a colori.

Madonna, anche col secondo tris misto è difficile... (tu mi)

Stenelo ha detto...

Allora, sì, credo che tu abbia ragione, e nel momento stesso in cui ti rispondevo sentivo che qualcosa non tornava. Sarà un bel po' d'anni che non rivedo quel film, che da ragazzino mi impressionò abbastanza, credo che in una recita scolastica imitai il pazzo col braccio alzato (è utile avere modelli monotoni, quando come attore sei negato). Sono andato a verificare, e sembrerebbe a) certo che i tre pazzi principali parlano di "sogni a colori"; b) quasi certo che nel film si vedono pezzi di tali sogni. La cosa curiosa è che per quelle sequenze Fuller si sarebbe servito di altri film, scarti di pellicola ecc. Il che ha ovviamente a che fare con la soluzione del gioco, ormai suppongo che l'avranno capito tutti.
(Comunque il film di Fuller ce l'ho, più tardi magari verifico.)

oscar amalfitano ha detto...

mabuse rifatto a colori in versione splatter?

arcomanno ha detto...

Ma perché le sequenze a colori sono 16:9 e quelle b/n 4:3?

Ovvio che non mi aspetto una risposta.

Stenelo ha detto...

No, se stai attento solo la quinta immagine è in 4/3: per snapsciottarla ho dovuto usare il formato 35 mm originale del dvd perché nel film da indovinare quell'inquadratura recava il titolo sovrimpresso: che in effetti è proprio "Il testamento del dottor Mabuse".

miroslava ha detto...

Se sta attento, quando signor Stentubo parla così sovrimpresso significa "film non è esso che tu dici".
Gioco resta aperto come colossale diga su fiume Briko durante piacevole stagione di disgelo, è vero?

Ogni modo, ultima macchia è uguale a mio cinghialino da compagnia Gromiko visto da secondo piano.

bianca ha detto...

Ma è ancora aperto il gioco? Non si capisce. Se sì sparo "Suspiria" di Dario Argento (ma in cuor mio spero di no).

Stenelo ha detto...

Tu butta tonnellata ACME© su Gromiko da secondo piano e vede Gromiko in 2D da tutti piani, sempre, senza occhialini speciali di noleggio!
(Fuori da porta, Gromiko ottimo per scrostare stivali dopo aratura!)

Perché speri di no? "Suspiria" è uno dei pochi film interamente decenti di quello che Manchette definiva "pericoloso ducono". Comunque no. Però sì, il gioco è ancora aperto!

Oh, Stre', verificato "Shock Corridor". Naturalmente avevi ragione, i sogni dei tre pazzi interrogati dal giornalista sono a colori.

bianca ha detto...

Solo perché è troppo facile l'associazione con gli omaggi di Argento a Fritz Lang, in quel film, e azzeccarci sarebbe stato destabilizzante rispetto alla percezione di soluzioni sempre più irraggiungibili prospettate dai quizzi che squizzano da tutte e parti, ultimamente. (Hiiii, che periodo lungo.)

bianca ha detto...

P.S.:
No, perché nel frattempo che ripassiamo il topos del corridoio nella storia del cinema, magari succede come quando Watson e Sherlock Holmes vanno in campeggio. Ce l'hai presente quando Watson e Sherlock Holmes vanno in campeggio? No? Vabbè:
Watson e Sherlock Holmes vanno in campeggio e il secondo dice al primo: "Watson, cosa vedi?" Riposta: "Vedo tante infinite stelle". "E cosa ne deduci, amico?". "Che ci sono tante infinite galassie e che il mistero dell'universo è insondabile, insondabile... E tu, Holmes, cosa vedi amico?".
"Che ci hanno fregato la tenda, Watson".

P.S. 2:
Un po' di nervosismo. Sembrava che nevicasse, oggi, invece nisba.

Stenelo ha detto...

Ma non che non è irraggiungibile, il quiz.
E comunque le tende di Bertolaso sono megagalattiche, mica pizza, fichi, tarallucci, vino e gnocche.

bianca ha detto...

Hai ragione da vendere, e a pensarci è meglio che non nevichi (sia detto alla Pupi Avati).

arcomanno ha detto...

Mi sono perso, tra John Holmes, Tende Bertolase, Decostruzioni Terremotate.
Per tornare al quiz: è un film dove qualcuno guarda un film che è "il testamento del dr. mabuse".
Potrebbe essere allora "Dr. M." di Chabrol.

Stenelo ha detto...

Da qualche tempo Chabrol lo incontro sistematicamente alla stazione di métro "République", in un impermeabile sformato e non proprio pulitissimo tipo Colombo, sbuffante e con l'espressione nauseata. Somiglia proprio a Chabrol. Se gli mostrassi la prima immagine del quiz magari sorriderebbe, dimenticando per un attimo di essere nell'odiata Parigi.

Ah, per tornare al quiz: no, non è "Dr. M", che come tutti i film Chabrol vendette come il suo migliore per poi dire, a commercializzazione finita che, be', forse no.

Strelnik ha detto...

Le macchie di Rorschach mia avevano fatto pensare a "Io ti salverò" ("Spellbound") di Hitchcock: c'era la psicoanalisi e anche la casa di cura. C'erano - come in "Shock Corridor" - diverse scene oniriche (i sogni di Gregory Peck psicoanalizzato da Ingrid Bergman) create appositamente da Salvador Dalì.
Ma, che mi ricordassi, non c'erano scene a colori.

Oggi ho rivisto tutto il film: ho avuto la certezza che non fosse quello indicato da "L'ultimo gioco in città", ma ho scoperto che un fotogramma a colori, uno solo, in questo film di Hitchcock esiste. Un fotogramma rosso di sangue, quando il dottor Murchison decide di uccidersi sparandosi alla fine del film.
Ho snapsciottato e caricato l'immagine qui, a riprova del vero:
http://twitpic.com/1384vm

(Tutte 'ste parole per dire che la soluzione non ce l'ho, ma che ho passato un paio d'ore buone oggi pomeriggio)

Stenelo ha detto...

Guarda, manco a farlo apposta su 'sta storia del fotogramma di Hitch a colori sono capitato pochi giorni fa, credo proprio quando cercavo conferma della storia di "Shock Corridor". (Però mi pare che in quel film — che non è tra i miei Hitch preferiti — il colore non l'ho mai visto. Questione di copie, suppongo, e probabilmente di copie tv, un po' come il falso Gauguin di "The Moon and Six Pence".)

Guarda, manco a farlo apposta la soluzione non è che sia così lontana, leggendo il tuo commento.

franziska ha detto...

Boh, ora mi sbertolaso: Manhunter.
Chissà perché...

Stenelo ha detto...

Perché, figlia mia?

miroslava ha detto...

Stimato Signor Stentubo, nonostante sua gentile minaccia a mio cinghialino da compagnia Gromiko io parla da cuore collocato sotto battente tessera di partito: questo quizzone è troppo di diverte, con pieno di amici che suppone e appassiona.
Estende di una giornata almeno?

(io sbertolasa anche che verifica parola di commenti dice soventemente parolaccia.)

Stenelo ha detto...

Sì sì… Mi preghi ora? Mi preghi? Ora che ho una posizione? Quanto sei furba, beata te…
Carmelo Bene in Hermitage (Carmelo Bene, 1968).

arcomanno ha detto...

Oscillo tra un "E sti cazzi" e un "Mecojoni". Quand même.

Stenelo ha detto...

Be', c'è sempre una terza via.
(Così come per consolarsi è sempre meglio avere sotto mano una terza pillola)

arcomanno ha detto...

Dici?

Stenelo ha detto...

Sì, lo ha detto anche Tremonti: "Ai vont a zerd PIL!".

(Hi hi.)
(A zerd PIL.)
(Bufo.)

Strelnik ha detto...

Ecco, e sto pure leggendo (da più d'un mese e a pezzetti) "In difesa delle cause perse".
Ben mi sta.

Stenelo ha detto...

Pare dica che bisogna rivalutare i totalitarismi, fa molto Walter Sobchack, su wikipedia tra i suoi pensatori preferiti c'è quello di "I am the Walrus" e io oggi per la prima volta ho cancellato un commento sulla mia pagina di youtube, anche se a suo modo era un capolavoro di laconismo. Diceva solo: "Heil Hitler". (Sul finale di "C'era una volta in America"?!)
Però un po' mi sono pentito, si può dire quel che si vuole del dottrina nazionasocialista ma almeno aveva un ethos.
I commenti di youtube sono fantastici, un giorno devo assolutamente farci un post. Il mio preferito al momento è (sulla scena in cui Boris Karloff "sbaglia" strike in "Scarface", guarda caso): "just passed here to say FUCK YOU!".

miroslava ha detto...

Collide emozione personale! Altro piccolodemocratico famoso in cinema dopo Trubino Ludo Porpovec e Kravino Punzerle! Forse non molte di persone in Ovest sa che matrice di Slavoj è originaria di Brda: terra di vite e trattore dotata di punto di rugiada invidiabile, landa dove cani scodinzola e non abbaia, campo di combatte grande guerra partigia di liberazione da nazifascisti e heidegheriani!

Strelnik ha detto...

Sono d'accordo sull'analogia: di fronte alla corruzione gelatinosa dei nostri tempi Sobchack/Žižek esclamerebbe "fottuti nichilisti!" o andrebbe in giro a leggere passi da "Perché siamo robespierristi" di Albert Mathiez.

Nelle prime pagine del libro vengono citate le parole di un sostenitore del dialogo mediorientale ("Un nemico è qualcuno di cui non hai ascoltato la storia")
A queso proposito Žižek scrive: "Questo procedimento, tuttavia, ha un limite evidente. Possiamo immaginare di invitare un crminale nazista a raccontarci la sua storia? Siamo pronti ad affermare che Hitler era un nemico perché la sua storia non era stata ascoltata?"

Žižek prosegue tirando in ballo la psicoanalisi - tanto per rimanere intonati coi fotogrammi citati:
"La nostra più elementare esperienza di soggettività è quella della «ricchezza della mia vita interiore»: questo è ciò che «io sono veramente», in contrasto con le determinazioni simboliche e con i ruoli che assumo nella vita pubblica (padre, professore, filosofo). La prima lezione della psicoanalisi in questo caso è che «la ricchezza della nostra vita interiore» è fondamentalmente un falso: uno schermo, una falsa distanza, la cui funzione è di salvare la mia apparenza, di rendere palpabile (accessibile al mio narcisisimo immaginario) la mia vera identità sociale-simbolica. Uno dei modi per praticare la critica dell'ideologia è dunque inventare delle strategie per smascherare questa ipocrisia della « vita interiore» e delle sue «sincere» emozioni nel modo realizzato sistematicamente da Lars von Trier nei suoi film."

Žižek porta come esempio il primo film d von Trier ("Il giardiniere delle orchidee") con una dedica iniziale a una ragazza morta di leucemia, una cosa del tutto inventata in modo che il pubblico prendesse il film molto più sul serio.

E qui mi cheto altrimenti Žižek mi denuncia per infrazione del copyright e voi vi accorgete troppo del mio naricisismo citazionista.

(forse occorre gita in Brda, landa matrice di Slavoj dove trova ragione prima di sua filosofia e bandiere ventose su orizzonti massimalisti)

arcomanno ha detto...

In fondo questo era anche uno dei temi centrali di Blade Runner. La "ricchezza della tua vita interiore" potrebbe forse essere soltanto un innesto mnemonico di altre vite interiori. E nulla più.
E nulla più?

PS: Il 10 marzo Zizek fa una conferenza al Beaubourg. Io l'ho già visto qualche anno fa alla Sorbona: se ce la fai ad astrarti dai suoi innumerevoli tic, è un ascolto interessante.

Stenelo ha detto...

— Sotto un aspetto così grazioso c’è anche profondità di pensiero… Fu a Roma, nell’aprile scorso, non si ricorda?
— Pò esse… Non ho presente… Non ci ho fatto mente locale…
Marino Balestrini (Nino Manfredi) e Marisa Di Giovanni (Pamela Tiffin) in Straziami ma di baci saziami (Dino Risi, 1968).

(No, per dire che questa è una filiale dell'internazionale citazionista, quindi sta' 'n gambana.)

(E comunque naricisismo è il refuso del mese, altroché.)