domenica 18 aprile 2010

Nuvole in viaggio

25 dicembre 1560. Abbiamo raggiunto l’ultimo valico sulla catena delle Ande. Finalmente ci affacciamo nella vallata: ecco le grandi foreste della nostra terra promessa. Al mattino celebro la messa. Poi, cominciamo a scendere attraverso le nuvole.
Dal diario del monaco Gaspar de Carvajal (Julio E. Martínez Del Negro), al seguito di un gruppo di conquistadores guidato da Gonzalo Pizarro (Alejandro Repullés) in Aguirre, furore di Dio (Werner Herzog, 1972).

La gente sul fondo sembra piccola e arcaica, resa nana dall’immenso cielo e dalle nuvole mosse dal vento, come personaggi di vecchie stampe. Sbaglio o una nebbia di disagio, un tenue vapore di inquietudine è calato sulla strada? Gli uomini d’affari si affrettano a tornare ai loro uffici, chi fa la spesa alle proprie macchine, i turisti ai loro alberghi. Ah, William Holden, abbiamo di nuovo bisogno della tua presenza. La tramatura del mondo si logora senza di te.
Walker Percy, L’uomo che andava al cinema (traduzione di Eileen Romano, Milano 1989, p. 22).

Alle 11 abbiamo tagliato il Tropico del Capricorno! Siamo sotto la costellazione della Croce del Sud. Leggera emozione. Densi annuvolamenti a nord-est, anzi a nord-ovest. Insomma annuvolamenti.
Appunti di viaggio conradiani dell’editore romano Fausto Di Salvio (Alberto Sordi) in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? (Ettore Scola, 1968).


8 commenti:

Emanuela ha detto...

sai cosa mi viene da pensare, così en passant, capitata sotto queste nuvole, svegliata dalla loro ombra passeggera...che la l'ampiezza della strada che facciamo, la lunghezza del viaggio, l'altezza della meyta, l'eroismo del percorrerlo, stan tutti in noi, da quanto alto teniamo lo sguardo, da quanta forza ci mettiamo nel farlo, nel crederlo...Aguirre o Sordi, sta a noi decidere chi siamo e da questo prendere le misure...
vabbè, l'ho buttata così, come m'è saltata in testa...perchè sono formica e mi credo Jen d'Arc, ecco...
e poi questo post efra troppo bello per non appendermici comunque...

Stenelo ha detto...

"Tramatura" però mi suona strano, devo dirtelo.

Emanuela ha detto...

oh a me tramatura piace un sacco..mi pare una cosa che osso nadarci dentro e fuori come mi pare, che ti infili un po' dappertutto e ne esci così a caso e vedi che hai trovato..o anche che tiri un filo e sdipani mezzo lavoro...insomma,a me tramtura mi dice bene.niente di troppo costrittivo...

Stenelo ha detto...

Sì, però nel mio vocabolario non c'è. Sono riuscito a ritrovare la frase originale: "Ah, William Holden, we already need you again. Already the fabric is wearing thin without you".

Emanuela ha detto...

eh si,non ce n'è, al mare le traduzioni, ridatemi gli originali..chi ha voglia di bere surrogato quando ricorda l'aroma del caffè? figurati poi se se lo può bere...
tramatura NON va bene, no non va bene per niente...d'altronde non a caso siamo sotto le nuvole,in mezzo allanebbia,di fronte a tessuti che diventano veli...

Stenelo ha detto...

Però mi dicono che sul Battaglia "tramatura" c'è.
Secondo me ce l'hanno aggiunto 5 minuti fa.
Apposta.

Per farmi un dispetto.

Emanuela ha detto...

che vuoi farci,sono così,loro...bastardini dentro...
non ti danno una soddisfazione manco a pregarla...

forse non solo loro..in effetti..

maxeramax ha detto...

Tramatura è bellissimo.
Alcuni miei amici usano, dopo bagordi, l'accezione "sto tramato".
E poi mica solo Bauman parla di Life in Fragments ;)