lunedì 30 novembre 2009

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

XXXVI — L'UOMO CHE C'ERA

Tre aggeggi a chi riconosce il film da cui ho estratto questo fotogramma. Nuova immagine giovedì, ma allora riceverai solo due robe. Ultima foto sabato: ti ritroverai con un coso tra le mani.
AGGIORNAMENTO (giovedì 3 dicembre). Fu un celebre scrittore a notarlo ed annotarlo per primo. C'era anche lui. C'erano tutti, prima che non ci fosse più nessuno. Due robe a chi lo ritrova.

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ATTENZIONE: La partita si è conclusa giovedì 3 dicembre alle 17.55. Il film da riconoscere era Zelig (Woody Allen, 1983). bianca ottiene due robe.
La prossima sfida si terrà lunedì 7 dicembre.


L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA
arcomanno: 18 robe.
bianca: 16 robe.
afasol: 14 robe.
maxeramax: 3 robe
.
YagaBaba: 3
robe.
gegio: 3
robe.
Andrea: 2
robe.

7 commenti:

arcomanno ha detto...

Ho sempre sognato di suonare il sassofono sull'ala di un biplano.

bianca ha detto...

Come diceva il vecchio Ray, "il soul è un modo di vivere, ma è sempre più difficile"... Howard Huges, ad esempio, alla fine degli anni Venti, volle girare personalmente le scene più pericolose di "Angeli dell'inferno" , e precipitando con il suo aereo si fratturò lo zigomo. Oh, io dico che gli è andata sin troppo bene. Cosa vuoi.

Stenelo ha detto...

Quel film di Hughes era tra i dieci preferiti di Kubrick, pensa un po'. Lo comprai su un sito canadese a peso d'oro, mi ero dimenticato di averlo e stasera quasi quasi me ne guardo un pezzo, cosa vuoi.

bianca ha detto...

Vado solo per sottrazione. Il grande Ciccio del ’26 di Brenon non può essere, perché pare sia andato definitivamente perduto (a meno che tu non l’abbia trovato nel famoso sito canadese, nel caso può essere); l’adattamento del ’49 mi sembra già troppo in qua. Escludo sia il Ciccio ancora più recente (del '74!) per ovvi motivi.
Che ci resta, secondo te?

bianca ha detto...

Aspetta!
A meno che non sia "Zelig" di Woody Allen, del 1983 (ma costruito come un documentario, ricordo vagamente). Nel caso, è vero, Franz c'era, vide, annottò… Solo che io quel film lo ricordo appena.

Stenelo ha detto...

Un tipico party ha luogo nella tenuta di Long Island dei signori Porter Sutton, mecenati appartenenti al bel mondo. Uomini politici e poeti si mescolano al fior fiore dell'alta società. C'è anche Scott Fitgerald, che descriverà gli anni Venti per le generazioni future. Annota nel suo taccuino qualcosa su un ometto curioso, un certo Leon Selwyn, o Zelman, che "sembrava proprio un aristocratico, e cantava le lodi dei ricchi conversando con la gente bene. Parlava con venerazione di Coolidge e del Partito repubblicano, il tutto in un raffinatissimo accento bostoniano. Un'ora dopo" scrive Scott Fitzgerald "rimasi di stucco nel vedere la stessa persona parlare con gli sguatteri: adesso pretendeva di essere democratico, e si esprimeva in un accento rozzo, come fosse uno del popolo".
È questa la prima volta che si fa caso a Leonard Zelig.

E se posso esprimere un gusto personale, trovo che questa sia una delle pagine più belle di Fitzgerald. Meglio Zelig di Zelda, insomma.

bianca ha detto...

:)