lunedì 11 gennaio 2010

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

II — BARRY LYNDON

Tre pinte di sangue a chi riconosce il film da cui ho tratto questo fotogramma. Nuovi indizi giovedì e sabato, ma con spargimento di altrettanta emoglobina.
AGGIORNAMENTO (giovedì 14 gennaio): Nella versione Monopoly for kids, l'equivalente della prigione è il caffè: vacci di corsa, non passare per il via, beviti due pinte di sangue e fregatene di tutto e di tutti. Tanto il mondo è tuo, no?
AGGIORNAMENTO (sabato 16 gennaio): ultima immagine, ultima pinta. Fatti una trasfusione prima di morire dissanguato. O almeno prepara un testamento leggibile.





LA PARTITA SI È CONCLUSA SENZA VINCITORI.
NEL 1963, STANLEY KUBRICK STILÒ LA LISTA DEI SUOI DIECI FILM PREFERITI. ALL'ULTIMO POSTO FIGURAVA HELL'S ANGELS (GLI ANGELI DELL'INFERNO, 1930). IL FOLLE FILM DI HOWARD HUGHES DEVE AVER LASCIATO UN SEGNO PROFONDO: IL PRIMO DUELLO DI BARRY LYNDON SEMBRA UN CALCO DEL FOTOGRAMMA POSTATO LUNEDÌ SCORSO; LO ZEPPELIN CHE PERFORA LE NUBI RICORDA IL VALZER DI ASTRONAVI IN 2001, ALLUSIONI SESSUALI COMPRESE; NELLA SCENA DEL BALLO CON JEAN HARLOW ALLE PRESE CON I DUE FRATELLI MI È SEMBRATO DI RITROVARE TRACCE DI EYES WIDE SHUT. COLPISCE ANCORA DI PIÙ LA SOMIGLIANZA TRA LA STRUTTURA NARRATIVA (FORSE NON PROPRIO DELIBERATA) DEL FILM DI HUGHES, ORGANIZZATA LUNGO UNA SERIE DI SIPARIETTI INFANTILI E A VOLTE RAPIDISSIMI, E LA PARATASSI CARATTERISTICA DELL'ARTE KUBRICKIANA DEL RACCONTO.
LA PROSSIMA SFIDA SI TERRÀ LUNEDÌ 18 GENNAIO.

15 commenti:

arcomanno ha detto...

Apriamo le danze, infuochiamo le polveri: Sparo un banale "I duellanti", di Ridley Scott.

Stenelo ha detto...

È quello che in Francia si chiama un "pétard mouillé"!

arcomanno ha detto...

Sempre meglio della poule. Btw, recepito. Ci avevo provato, così per smuovere le acque.

Stenelo ha detto...

Be', almeno così si sgombra il campo, oltre a smuovere le acque: si mette mano a cielo e terra, insomma.
(Aiuto: che cosa avresti "recepito"?)

arcomanno ha detto...

Appunto, il fatto che non è i duellanti.
Emoglobina... sangue... ma che è? Non sarà mica che è 'na robba de vampiri? Mi sa che partiamo malissimo, perché non sono ferrato nemmeno un po' in questo campo (a parte True Blood, ma è volgare fiction contemporanea, seppur firmata da Alan Ball).

Stenelo ha detto...

Sì, un po' 'na robba de vampiri. Ma solo anticipando il paratesto.
P.S.: Ehm. Sì, temo di aver detto paratesto.

arcomanno ha detto...

Visto il mortorio, torno a sparare io un altro petardo bagnato, prima che sia troppo tardi: Potrebbe essere un "J'accuse" di Abel Gance, versione colorizzata del 1938, o giù di lì.

Stenelo ha detto...

Mica male, come tentativo. Accroccando le prime due foto poteva quasi andare.
Comunque, sebbene restaurato, dubito che il film sia stato colorizzato. Quelli sono i filtri originali. Vi sono persino scene a colori, o comunque policrome.

arcomanno ha detto...

E infatti la terza immagine mi ha spiazzato. Curiosa coincidenza, leggevo proprio qualche giorno fa di questo film di Gance che, a detta di alcuni, è un po' il capostipite degli zombi romeriani. Da qui il petardo. E comunque, assonanze per assonanze, il secondo fotogramma mi ha ricordato una delle scene finali di paths of glory. Ci sta?

Stenelo ha detto...

Ci sta, solo che Jean Harlow è meno cozza dell'imbianchina crucca.

arcomanno ha detto...

Te pareva che non borreggevi la cozza.

Stenelo ha detto...

Non la sopporto, sia detto una volta per tutte.
1) Ha detto che suo marito non era un misantropo perché gli piacevano molto i cani e i gatti.
2) Ha detto che ora poteva viaggiare per il mondo, prima non poteva perché a suo marito non piaceva viaggiare.
3) Ha detto che l'ultimo film di suo marito era finito.
4) Ha detto che "A.I." suo marito voleva solo produrlo, affidando la regia a Spielberg.
5) Dipinge croste orrende, che imbrattano qualche inquadratura dei film di suo marito. È chiaro che lui le ha infilate perché altrimenti lei gli rifilava gli Snacks&treats Pedigree in mezzo alla scodella di noccioline.

Stenelo ha detto...

6) È cozza.

arcomanno ha detto...

Il quarto motivo mi pare davvero imperdonabile. Peggiore persino del sesto.

Stenelo ha detto...

Sì. Ho lasciato perdere per qualche anno la saggistica su Kubrick, ma direi che esaurite le necessità promozionali del film quella boiata non la spara più nessuno.