mercoledì 27 gennaio 2010

La trasparenza e lo stupido

L'America Latina è stata il manicomio d'Europa così come gli Stati Uniti ne sono stati la fabbrica. La fabbrica ora è in mano ai caposquadra, e i matti evasi dal manicomio ne sono la mano d'opera. Il manicomio, da più di sessant'anni, sta bruciando nel proprio olio, nel proprio grasso.
Roberto Bolaño, "I miti di Chtulhu", Il gaucho insostenibile (trad. Maria Nicola), Palermo 2006, p. 170.

Rousseau dice che... Posso citarlo?
Luca Zaia, ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali a La storia siamo noi, Rai Due, 27 gennaio 2010.

A volte mi dico che per fare ordine nella mia testa e avere l'impressione di conservare un minimo controllo (intendi: comprensione) su questi tempi bui, vorrei stilare una breve lista delle sue costanti: principalmente italiane, ma non solo, non sempre. Ne butto sbrigativamente giù tre, le altre aggiungile te, se il gioco ti diverte.

1) La trasparenza. Chiamala se vuoi sfacciataggine, anche se preferisco il termine trasparenza, a me una certa idea di trasparenza fa orrore: penso all'inizio dell'era dei cellulari, dove si ripeteva continuamente che tutti potevano trovarti ovunque; penso anche alla celebre scena di Playtime, in cui un appartamento si ritrova con un'immensa vetrata al posto della parete che dà sulla strada. Tutto sembra perfettamente leggibile, le intenzioni più recondite vengono squadernate davanti agli occhi di tutti. Nessuno darà prova di essere un sottile analista, ad esempio, sostenendo che la riabilitazione della figura di Bettino Craxi non ha alcun interesse in sé, alcuna necessità teorico-politica e pochissime ragioni storiche d'essere, che essa ha come unico fine la salvaguardia d'interessi attualissimi di persone vivissime, e ovviamente dannosissime. Che essa ha come unico fine l'impresa totalizzante nella quale sono concretamente imbarcate tutte le forze di governo (e, per usare l'espressione usata in una soprendente intervista, anche le forze, sebbene "debolezze" qui sarebbe più adatto, che non governano): la salvaguardia assoluta del capo. Assoluta, nel senso letterale e storico del termine. A costo di eliminare il potere giudiziario, e magari tutti gli altri poteri, che in una democrazia funzionante sono indipendenti ma relativi (e responsabili). Chi lo ripete, nessuno prova neppure più a smentirlo, come se lo spazio politico si fosse ridotto a un semplice e mafioso (v. Donnie Brasco) "che te lo dico a fare".
La moltiplicazione di leggi-porcate già varate o attualmente discusse nelle Camere e commentate (leggi: giustificate e imposte) dai vari tg indigna e scandalizza (forse). A me atterrisce l'ovvietà delle intenzioni che le sottendono, e il modo in cui tali intenzioni vengono sprezzantemente palesate ai cittadini da coloro che dovrebbero rappresentarli e che sembrano non temere più nulla. Una trasparenza senza ostacolo, insomma. A una legislatura che ha poggiato i sederi delle veline sulle poltrone ministeriali si addice la pravda degli editoriali minzoliniani: quando un didietro si espone in primo piano, il dietrologo finisce in cassa integrazione.
(Esempio all'estero: la folgorante ascesa politica di Jean Sarkozy, figlio dell'attuale Presidente della Repubblica francese: questo il suo unico merito. Anche se Neuilly non è ancora la Francia, mentre qui si assiste da vent'anni a un'arcorizzazione dell'Italia.)

2) L'umorismo. Tutto quel che esula dagli interessi sopra descritti, tutte le questioni rimanenti (riforme, crisi, occupazione, precarietà, ecc.) scompaiono, risucchiate da un buco nero di scherzi, battute, motti di spirito. Ecco un'altra costante: Bush jr. era irresistibilmente comico, e su questo giocava spesso e volentieri. È la storia della proposta paradossale fatta dal ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta di cacciare di casa i cosiddetti bamboccioni, che lo stesso on. Brunetta ha definito "uno scherzo". Un editorialista reputava sintomatico del degrado antropologico il fatto che non si fosse più in grado di capire che di scherzo si trattava, piuttosto che interrogarsi sulla natura di una classe politica ridotta a rappresentare e autorappresentare (consapevolmente, in modo ripeto deliberato e trasparente) una pagliacciata non-stop. Al racconto pirandelliano C'è qualcuno che ride, letto come possibile critica al fascismo, oggi si rimedia con un E tutti risero. Si stila così una nuova clausola del contratto sociale, che annulla tutti gli articoli precedenti: ai sovrani il diritto di essere dei buffoni; ai cittadini il dovere di avere senso dell'umorismo.

3) Il manicomio. Da ricondurre ovviamente ai due punti precedenti. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, descritto dalla moglie Veronica come uno che "non sta bene". Ma non solo: ricordo Francesco Merlo, in un'intervista radiofonica, definire "materia da psicoanalisi" la dichiarazione del già citato ministro Brunetta sulla sinistra ("può andare a morire ammazzata"). Il suo commento non mi sembrò costituire una scusante. Lo reputai convincente. Meglio: ovvio, ancora una volta. Mi limiterò a esempi noti a tutti, che curiosamente hanno in comune una mimica e spesso un vocabolario da teppista. Il corpo scosso dai tic di Nicolas Sarkozy, quando si trova in difficoltà o anche solo quando è contraddetto, magari invitando un pescatore che lo insulta da un parapetto a "scendere un po'"; il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, vittima di un raptus isterico davanti a una giornalista dell'australiana ABC che le sta ponendo normalissime domande; il ministro della Difesa Ignazio La Russa che in una trasmissione televisiva, in nome di un suo autoconcesso diritto all'"incazzatura", sostiene che i membri della Corte europea dei diritti dell'uomo e di "quei cinque organismi internazionali che non contano nulla possono morire". Silvio Berlusconi che minaccia, anzi "giura" di strozzare quelli che scrivono di mafia. Eccetera.
A fare il punto della questione, di tanto in tanto, come il massone guzzantiano spunta Minzolini: sempre out of the blue, eppure ormai prevedibilissimo, nella puntualità dei suoi interventi (cf. punto 1), sempre con occhi assatanati e tono minatorio, come se volesse piegare il braccio dello spettatore dietro la schiena per obbligarlo a promettere che "non lo farà più" (ma cosa?!). Solo che almeno nel Caso Scafroglia alla fine arrivavano i dottori: quello non era un set televisivo, ma la messinscena terapeutica di un ricovero per malati di mente.

Tempi bui, governati da un cavaliere oscuro. Gotham City, Italia.


43 commenti:

arcomanno ha detto...


Out of the blue and into the black
They give you this, but you pay for that


Beh, poi dice che la gente ti dà del dottore.
Uno dei post più belli letti da tanto tempo.
Dopo le "Lezioni Americane", le Lezioni Francesi? Attendo con ansia il resto delle categorie (se ce ne stanno).

Stenelo ha detto...

Io sono calmo. Più calmo di te. Più calmo di te. E non rispondo mai ai complimenti di chi non fa toc-toc con le nocche.

oscar amalfitano ha detto...

Cialtronaggine con manicomio e trasparenza (e umorismo?):

Brunetta "Volevo vincere il Premio Nobel per l'Economia. Ero anche bravo, ero... non dico lì lì per farlo, però ero nella giusta... ha prevalso il mio amore per la politica, ed il Premio Nobel non lo vincerò più."

Mentana "Ma lo avrebbe vinto?"

Brunetta "Sono sicuro. Ho molti amici che hanno vinto il Nobel e non sono piu' intelligenti i me."

Stenelo ha detto...

Amalfita', grazie al tuo commento mi son ricordato che devo informarmi circa l'uscita dell'Album Panini Mondiali 2010.

— Amartya Sen!
— Ce l'ho…
— Paul Krugman!
— Ce l'ho…
— Joseph E. Stiglitz!
— Ce l'ho…
— Renato Brunetta!
— Me manca…

arcomanno ha detto...

Beh, e ti manca per forza, poiché è prevalso l'amore per la politica. Pensa che culo.

PS. Mi permetto di aggiungere, citando Voltaire (posso?), che il ministro tautologeggia nel manico: se sono amici suoi, è evidente che non sono più intelligenti di lui.

bianca ha detto...

Sì, forse hai ragione: "trasparenza" rende più sottilmente di "sfacciataggine" anche la passività, l'inerzia necessarie al rafforzamento della fabbrica. Però non mette abbastanza in luce l'ossessione dell'apparire - dell'apparire vivi, voglio dire -, certi automatismi, stranamente esibiti senza pudore. Ma c'è di che riflettere. Con questo post e i suoi rimandi direi che siamo a post per un bel post.

Emanuela ha detto...

Toc toc...che posso dire, che ne vorrei leggere mille di queste considerazioni? Che non consolano, ma servono, fosse anche a noi stessi per mettere ordine in questo buio, per dire almeno in testa, in qualche testa, un po di luce la trovo e quindi, forse, sai mai, un po' di luce la si troverà pure fuori prima o poi?...te lo dico anche se non c'è bisogno,e non vuoi, ma ne ho bisogno io, di dirlo e di leggere, soprattutto e di sentirmi meno disperata, meno senza voce, meno persa quì a ghotam city, meno, pure, arrabbiata, arrabbiata, arrabbiatissima...perchè in tutto questo mi pare che la costante sia diventata pure un'altra: il silenzio, il mandar giù rospi e nefandezze d'ogni tipo come fossero biscottini, l'afasia di tutti o forse, l'indifferenza?...ma va sempre tutto bene quì? è tutto giustificabile, comprensibile, scusabile, accettabile, digeribile?
E vedevo l' altra sera il leader intelligente, quello che pensa tanto e tanto bene, lo stratega che non ne combina una giusta che sorrideva contento alla tv da Fazio ( buono quello)..ma che si ride quello? ma dove la trova a faccia di ridere ancora, mi dicevo, ma de che sei contento?...e se non sono tutti contenti dove sono le voci, i gesti,i no, i basta?
..va bene zombie, scusa, la disperazione mi prende la mano, parla tu che lo fai meglio e che dall'altro mondo la vista è più ampia, più alta...io ascolto, come sempre...tanto quà c'è un silenzio...sa di cadavere

Luca Massaro ha detto...

Caro “vecchio” Stan, vuoi farci piangere? Di' la verità, di' che anche noi, come Truman, un giorno arriveremo ad aprire quella porta.

Stenelo ha detto...

Che culo, tautologeggiando. Ma anche che sfiga, dindondirondirondanza.

Ah, l'ossessione dell'apparire vivi, io proprio non la capisco. Per poi finire six feet under come l'asino di Buriedano, a esitare tra la trita bottiglia di formalina e l'annosa fialetta di acido muriatico.

Finalmente un contributo al dibbattito! Sì, è vero, il silenzio. Però intanto eccoci qua a boccheggiare ("Sto con un piede sulla buccia di banana e l’altro piede nella fossa." -
L’anziana signora Murder (Elaine Stritch) in Romance & Cigarettes (John Turturro, 2005), e nessuno che ci pesca: stamattina il PD ne ha detta una giusta, ma doveva trattarsi di un caso perché in fine pomeriggio ha detto scusa, da bravo, come l'educanda dopo il ruttino.

Ma sì, mio "figliolo", vedrai, un giorno tutto il Texas sarà nostro, e allora, caro Oliver, allora ah, allora arrrhhhhhhh.

bianca ha detto...

Stai calmino, eh. A me il tuo panoramicico sguardo mi ha riportato a questo bel paesaggio.
Così - a.s.d'e. e anche di a.s.d.d. - lo dico più chiaramente cosa intendo con "ossessione di apparire vivi", se non si è capito.

bianca ha detto...

Panoramico, cazzo!
(sono calmissima)

Emanuela ha detto...

..mi sa che l'ultimo che ne ha detta una giusta, una qualunque, sta six feet under da un pezzo, che manco più le ossa puoi riesumare, giusto un' eco lontana di parole...ma di chi poi neanche so scegliere, che parole di morti, non morte, mi tocca cercare per evitare, è vero, la trita bottiglia che proponevi...ma quel che sento intorno è più che altro lo sciacquio della mefitica palude, quella che piano piano ci inghiotte...siamo al boccaglio ormai per tirare gli ultimi respiri..non c'è tempo, non c' è tempo dice il bianconiglio...ma come si fa ad inventarsi di sperare che tempo ci sia, tempo nuovo, una doccia a lavar via la melma e via un altro radioso sol dell'avvenire...sulle lande del texas?...ma si va bene pure quello, o s'è fatta ovunque terra bruciata?
intanto, chissà, magari, a furia di raccontacerla tra noi quaggiù nelle catacombe...il dibbbattito, il dibbbattito!

( oh ma non sarà mica come quel film dell'ultimo combattente giapponese sull'isoletta vero?)

Stenelo ha detto...

Sì, ma quest'ossessione di apparire vivi è annosa, direi, e forse non copre tutto il panoramama italiano. La Lega, ad esempio, mi sembra mossa da altri meccanismi.
Non che quel che dico sia molto più originale, a ben pensarci. Più di ottant'anni fa lo scriveva già Ortega y Gasset, naturalmente molto meglio di me: "Una ventata di farsa generale soffia sul suolo europeo. Quasi tutte le posizioni che si assumono e si ostentano sono interamente false. Gli unici sforzi che si fanno sono diretti a fuggire dal proprio destino, a chiudere gli occhi dinanzi alla sua evidenza e al suo profondo appello, a evitare ciascuno il confronto con quello che deve essere. Si vive umoristicamente, e tanto più quanto più tragica è la maschera adottata".

Quale film? "Lettere da Iwo Jima"? "Duello nel pacifico"?

arcomanno ha detto...

Con tutto il rispetto, OYG parlava di un secolo in cui la società non era ancora spettacolarizzata, con tutto ciò che ne consegue sul piano di trasparenze e apparizioni.

(Poi non è questo il luogo per approfondire questioni filosofiche ma io, fossi in te, non mi sminuirei agli occhi dello "spagnolo insostenibile": col senno di poi, certo, le sue intuizioni non mi paiono così tanto geniali)

Emanuela ha detto...

umoristicamente sarebbe anche bene, una sana disperata allegria: avercene!!!...ma quì siamo oltre la pochade, siamo al bagaglino...è questo che mi offende, il tragico vuole almeno, che so, aristofane, non pippo franco.Continuo a pensare che l'estetica sia etica, che comunque voglio il coltello affondato con stile, almeno quello, o ci è rimasto solo lo svacco?...la nave affonda? ci sarà qualcuno capace di rimanere eroicamente in piedi sulla tolda, lo sguardo fermo, puntato ancora lontano ecchecaspita!
originali temo non lo si possa più essere, ma è poi tanto essenziale? preferisco chiari, preferisco lucidi, di originale a sto mondo non c'è più niente da molto molto tempo e chissà perchè abbiamo invece sto mito, vogliamo essere Dei? già non ci vien tanto bene essere umani, figurati te... la Lega si, altri meccanismi..mi par di conoscerli, ma se li conosco mi fanno una gran paura...

( il film mi sembra il secondo,forse, ma mica mi ricordo bene, rammento la giungla, e la strenua resistenza del superstite di una battaglia finita da tempo, e persa...comunque la storia è questa: http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/22/Niente_perdono_samurai_solitario_co_0_9605226553.shtml

bianca ha detto...

Non fate così, adesso, sennò mi rattristo. Le cose originali, appunto, sono solo quelle che hanno origini. Tutto il resto è falso, brutto, pericoloso, e non fa ridere.

Strelnik ha detto...

Dieci minuti prima di leggere il post e i commenti m'imbatto nelle parole di Gilles Deleuze:

"Cosa passano il loro tempo a fare nel sistema dispotico o nel delirio paranoico?
In un certo senso credo che se cercassimo di dire cosa fanno, la parola migliore sarebbe: barano. Passano il loro tempo a barare, a imbrogliare. in fin dei conti, l'uomo di Stato è un imbroglione, un impostore.
[...]
C'è una figura completamente nuova. Bisognerebbe vedere se in essa non è sorto qualcosa di nuovo. Allora, a rischio di usare le parole, direi che non è più il campo dell'inganno. È un campo del tutto diverso: è il campo del tradimento. Quindi abbiamo due nozioni: inganno, tradimento. L'inganno è sempre un affare di Stato. Ma il tradimento? L'infamia universale è sia inganno sia tradimento, ma è diverso."

È tardi, sono le due e mezzo di notte, le mani mi si informicoliscono, vado avanti con la seconda parte del video: Deleuze parla di "Aguirre, fuore di dio" e dell'unico traditore che denuncia gli impostori e gli imbroglioni.

Ecco, l'inganno potrebbe essere un'altra costante: un inganno trasparente, sfacciato. E, quel che è peggio, senza ancora nessuno che si prenda la responsabilità di andare oltre nell'infamia, avendo la forza di opporgli il tradimento.

È sempre più tardi, leggervi m'ha fatto bene. Mi scaldo le nocche, vado a letto e non chiudo la porta.

(è un bel posto questo, senza chiamarsi dottori a vicenda)

Stenelo ha detto...

Mah, non saprei, Ortega lo lessi quand'ero ragazzino, forse non era geniale ma mi sembrava intelligente. Ne ricavai un pugno di citazioni che riciccio pigramente fuori, sempre le stesse.
Però Ortega parlava del ventesimo secolo, che mi sembra quello della società dello spettacolo, anche se non saprei datare con più esattezza il suo avvento (suppongo sia stato progressivo).
Più intelligente di me, comunque, questo mi sembra certo. Ci sminuiamo moderatamente, non ho mica detto di esser più fesso di Ricolfi o di Galli Della Loggia.

Quello dell'ultimo combattente quindi non era un film. Diciamo che se lo proiettava da solo, nella sua testa, file under "me lo giro e me lo guardo", o ho capito male?
(Oh, grazie per la pubblicità facciabucosa, eh?)

Se proprio devo farmi il nuraghe, che sia di marca Bosch. Lo dice sempre la mia prozia crucca: "Kompra Bosch! Kompra Bosch! Busch dura più di tua vita!".

Io di Deleuze ricordo un bell'anacoluto, nell'"Abécédaire", che perderei un tempo infinito a ritrovare: "Ils sont bêtes; et plus qu'ils sont bêtes, plus qu'ils sont contents". Ecco, anche questa — che altri chiamano "ignoranza militante" non è una novità, anzi (oops! I did it again!), ma di certo è drammaticamente attuale, in Italia. (Ricordo ad esempio tutto il Governo in coro, indignato per il niet sul lodo Alfano, scandalizzato all'idea che la Corte costituzionale pretenda di essere al di sopra di chi legifera. Cosa che effettivamente è. Qui la gente che ci governa ha giurato su una Costituzione che non conosce; e se ne vanta; e si accinge a cambiarla. Tutto ciò non ci sorprende, certo. Ma insomma, è alquanto singolare, no?)

Emanuela ha detto...

cavoli, l'hai vista! la pubblcità dico...ma che sei "la mosca"(uffa io non li so fare i linkettini fighi come fate voi, ma che è una cosa da bloggers?)vedi tutto, senti tutto vai dappertutto?..avevo fatto i miei calcoli, non dovevi esserci a quel'ora , al più eri a giocare a farmville...mi son detta se la vede sto giro mi becco una bacchetata che non tocco più tastiera per tre msei..vabbè, ma non era per far piacere a te, ma "loro": è il primo modulo del corso avanzato dello studio
" didattica nel social network:se po' fà? modi,ipotesi, usi, risultati"...più che altro perchè avrei un certo senso di rivlta interiore ad aprire la pagina e trovarmi 3745 necrologi di salinger TUTTI uguali, coccodrilli precotti del primo giornale che ce l'ha fatta a pubblicarlo, mi viene come da discnoscere ogni lettura mai fatta " holden chi?"..e alolra ci si prova...siamo quì per provarci no? vedi sopra e sopra e sopra ancora..dalle date di sto blog è pure un bel pezzo che ci si prova!tra paratesti e anacoluti e imamgini sepolte e risucitate anuovi contesti l'osso non lo si molla, almeno quello!!!

p.s. un film c'era, ne sono certa, ce l'ho davanti agli occhi..poi non significa che in fase di montaggio mnemonico non abbia assemblato quattro o cinque fonti diverse...come credo tutti gli idiot savants sono per il ricordo creativo... o ricreativo ? nel senso di pausa pranzo s' intende

ah: SINGOLARE dici? da quando ti sei dato agli eufemismi?

Stenelo ha detto...

Pensa che un tale, neppure dieci minuti dopo la notizia, se ne è uscito con un postone per sostenere quanto Salinger fosse un cazzone, e da giorni cita tutti gli illustri pareri simili ai suoi, compulsivamente: la battaglia di una vita. Una passione, quasi.

bianca ha detto...

Certi automatismi, dicevo, esibiti senza pudore...
Lo diceva anche lo spagnolo, che era palloso al limite del sostenibile (fa bene a ricordarlo, Arcomanno), che per conoscere bisogna faticare e non poco. Invece siamo viziati, abituati ad avere tutto a portata di mano, a disposizione, facilmente condivisibile ("Condividi! condivido!") senza dipendere da un previo sforzo "come appunto troviamo il sole in alto senza essercelo caricato sulle spalle." (sempre Ortega y Gasset, e sempre lì, a pag. 48 dell'edizione 1962 tradotta da S. Battaglia per Il Mulino).
FB da questo punto di vista è micidiale: rafforza in modo inquantificabile questo automatismo.
A me piace il tuo post, Sten, lo trovo originale, d'altra parte lo dichiari esplicitamente. Non si può dire niente di originale se non si conoscono le origini da cui partire per la rielaborazione, rassegnamoci. Tutto diventa come le patate dei MacDonald's. Si prende e si porta a casa (nella prima e/o nella seconda casa, qualcuno anche nella terza, indifferentemente), e spesso senza neppure dire grazie. D'altra parte chi ringraziare se non si conosce neppure da dove è partito il "dono", com'è stato confezionato e perché?
Tutto è a disposizione, a portata di tutti, come l'aria. E l'aria è ciò che chiamiamo naturale, come le patate (?), appunto, che sono uguali e identiche in tutto il mondo.
Per capire ci vuole tempo, e nella panna planetaria dell'informazione che monta vertiginosamente in rete devi attivare la funzione "distruzione" per poter isolare quello che TI SERVE davvero. Questo lo chiariva molto bene Luigi Crocetti, uno dei padri della biblioteconomia italiana, a proposito della classificazione e reperibilità dei documenti, in tempi in cui si è temuta la morte del libro (e dei cataloghi). Vabbè.
Chiedo scusa. Racconto un'altra storiella e poi giuro che la pianto.
Un prof ginnasiale, memorabile non fosse altro perchè era l'unico che ci vietava di fumare in classe, non sorrideva mai, di ridere non se ne parlava nemmeno. Ma in un'indimenticabile mattina di neve (qui nevica solo tre giorni all'anno, purtroppo), leggendo ad alta voce "Le rane" si stese a braccia aperte sulla cattedra per il gran ridere. E noi con lui. E a un certo punto non si capiva più se stavamo ridendo o piangendo tanto forti erano le convulsioni.

P.S.: Mi scuso ancora. Solo che, garbatamente, nella lista delle "costanti principalmente italiane, ma non solo", ripropongo la sfacciataggine, non necessariamente al 4° posto.

Emanuela ha detto...

Bianca: wow!

(Uno stupido a parte sui r.i.p.
Oh si , tre cose facili che danno le la loro bella soddisfazione pret-a -porter: mettere i piedi in testa a qualcuno, così sei più alto per forza; cibarsi di cadaveri, che nemmeno devi fare la fatica di andare a caccia e sparare, ed il mestiere della prefica, tanto un bel lutto di cui dolersi lo trovi sempre e sai che figo che fa' dire "io la conoscevo bene"...poche cose nobilitano come un bel rimpianto...del tempo e dei morti c'è sempre qualcosa da dire, tanto a nessuno dei due importa un bel niente)

bianca ha detto...

Mi sembra di capire che non sei d'accordo, Emanuela. Perché? Quali "tre cose facili"? Quelle del catalogo proposto nel post? E cos'è r.i.p.?

Però questa non è casa mia e non so se sia il caso di insistere nell'ospitalità. Chiedo scusa.

Emanuela ha detto...

No Bianca, assolutamentre, anzi ammiravo il tuo commento e mi sono riservata di leggerlo per bene e pensarci su, che io necessito di tempi di sedimentazione!!!
Il mio post era in scrittura mentre è arrivato il tuo ed era uno scemissimo seguito a sten inerente ai necrologi ( r.i.p. è rest in peace quell' odioso acronimo che mettono accanto alle foto dei morti gli americani)..niente cui prestare davvero attenzione...

ai vostri commenti faccio molta attenzione, oh molta e con piacere

Stenelo ha detto...

Appoggio Emanuela: non c'era assolutamente nulla di offensivo nei suoi commenti, anzi: altrimenti avrei provveduto, come mi è già capitato di fare con altri.
Sia detto una volta per tutte: in questo albergo si discute, magari anche animosamente, ma al minimo cenno di accapigliamento le porte si chiudono, e ci si ritrova in una fotografia congelata del 1924. Sarà contraddittorio con la natura dei blog, sarà ingiusto, sarà quel che volete, ma questa è casa mia, e si fa come pare a me, punto e basta.

bianca ha detto...

Sorpresa mattutina. Qualcuno si accingeva ad "accapigliarsi"? Ma no, dai. Solo un cortocircuito dovuto alla preparazione simultanea di commenti, come ha già spiegato con semplicità e chiarezza E. (grazie). Cose normali, durante un dibattito.*
Buon lunedì, baci.

*Dibattito - anche: Dibbattito 1 Hasta la victoria, siempre. V. Compagno. 2 v. Compagno (ma dopo Grosso). 3 No, il dibattito no. V. Grosso (ma dopo Compagno) – e cfr.: grosso compagno.
(G. Samonà, Quelle cose scomparse, parole. Dizionario, cit., p. 39)

Emanuela ha detto...

Oh il dibattito...che bello..e le sedute di autocoscienza?...dai facciamo anche quelle, poi ne veniamo fuori tutti come più liberi, consapevoli..si dice così no?..ah non è più il tempo dici?...
siamo congelati nella foto del 24?
Wow quella si che mi piace...quella mi ricorda..lo so, la so, questa volta ci ho preso :è una festa, una fetsa in quell'albergo isolato, sotto la neve...ho sempre desiderato fare una vacanza all' Overllok, giuro, tutto quelo psazio solo per me, e quelle cucina, che goduria...beh magari senza cigolio di tricicli, magari senza bambine tristi, ma tutto quello spazio, quel silenzio...chissà che furia creativa ne può venire...

Stenelo ha detto...

Un bel romanzo, ne può venire. Un bel romanzo.

Emanuela ha detto...

...un bel romanzo, su un bellississimissimo film da un non c'è male romanzo...ehilà una catena virtuosa...forse proprio quel tipo di gomena che ti salva dalla palude, o che perlomeno ti tiene a galla..siamo quì per questo in fondo...dico quì, quì...

( chiedo venia,la disgrafia di certi interventi, si dicono che sia segno di creatività, tutte balle, sono dita congelate...quà è come scrivere dal labirinto di cui sopra e tocca pure andar di corsa come ti seguisse la cinepresa, ma detesto)

Stenelo ha detto...

Ho messo molto a rispondere a questo commento perché prima volevo essere sicuro di non interpretarlo male. Ma ora ho capito tutto e quindi rispondo!

Emanuela ha detto...

orpo...se solo avessi la più pallida idea di cosa significava te lo avrei spiegato io... ma è anche bello rimanere con delle grandi domande: che ci faccio quì, da dove nasce l'universo, chi ha scritto le opere di Shakespeare, cosa cavolo volevo dire?...una rassicurante sensazione di vuoto...
http://www.youtube.com/watch?v=cPQcnjlwtE4&feature=PlayList&p=059DFCEFE565BB58&playnext=1&playnext_from=PL&index=25

desaparecida ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=yyCAquPf0xk

Stenelo ha detto...

Non ci crederai, ma il giorno prima del tuo commento sentivo in loop altre due canzoni dello stesso lp ("And she was" e "Lady Don't Mind").

In compenso questi Ministri non li conoscevo. Ma è anche vero che per quanto riguarda la musica mi son fermato alla fine del liceo.

Emanuela ha detto...

uhmm...non li conoscevo neppure io, ma forse perchè sulla musica sono in buona parte emigrata almeno un paio, meglio tre, generazioni indietro, e tra 78 giri e incursioni tra fragole e sangue mi trovo perlopiù benissimo, tanto poi basta fare un giretto sul tubo ogni tanto e ti torna tutto a galla, anni del liceo, concerti dei vent'anni, la ninna nanna di tua nonna, la musica che sentirai domani...

( quel disco era fantastico, fecero una serie di anni fantastici tutti quei newyorchesi, anzi guarda domani lo metto su, magari non penso agli anni bui, per quanto...)

Stenelo ha detto...

Sì, però io mica me ne vanto: pensa che l'altro giorno mi son ritrovato sui giornali un botto di editoriali su questo Morgan e mi è toccato capire che è un cantante a furia di deduzioni. Poi sono andato a farmi un panino: alimentare, caro Watson. (Del resto anche a Baker Street c'era la coca. "No! A me me cucina mi' madre!")

Emanuela ha detto...

...anche in un famoso studio di Vienna, davanti ad un divano ricoperto di tappeti, di coca ce n'era non poca, ma poveretto, avesse durato finora, mi viene il sospetto che c'avrebbe detto - tenetevela voi la vostra psicopatologia quotidiana, sti vostri sogni da due lire, sta noiosa coazione a ripetere lo stesso peccatuccio da omuncoli ( vedi notizie freshe d'oggi)- e avrebbe chiuso baracca e burattini dedicandosi allo studio del canto delle balene, senza dubbio più interessante...
e noi quì, soli e anche di più, a vedere all'infinito la stessa replica di Pierino...tu panino, io mi faccio fuori una stecca di cioccolato, byonumore indotto

Stenelo ha detto...

Sì, il viennese avrebbe messo su una svendita totale. Tanto più che guarda caso oggi sono capitato su un gruppo tipo massonico su fb. Si chiama VITRIOL. Cito: "Filosofia, Religione, Esoterismo, Misticismo.

Qui potrai trovare un gruppo di persone che cercano di smettere di Volere, scegliendo di Essere.

Colui che vuole entrare nel regno divino, deve prima entrare nel corpo di sua madre, e morirci. Paracelso"
(Ora vedo se D'Avenia è iscritto. Poi vi dico.)

Intanto per il tg1 di stasera ben quotato un editoriale di Minzolini dai bookmaker londinesi. Certo, stavolta è tostarella, ma il discorso è già bell'e pronto qui.

Emanuela ha detto...

tutto sommato, dico, in fondo in fondo, la soluzione del gruppo massonico ci potrebbe risolvere qualche problemuccio di esubero nelle posizioni direttive e subordinate di svariate testate editoriali...che tornino, tornino alle origini...tanto la svendita totale già è avvenuta, ci son solo ossa da rosicchiare, poco sugo per gli sciacalli, benchè mai sazi...tanto abbaimosempre con noi le truppe vaticane, quelli quando mai che vanno, il regno dei cieli è quì, e che goduria....

un dubbio però spesso m'assilla:ma sarà un bene o un male che tanto spesso ci torni bene citare nanni?
mica lo capisco...( e guarda caso che ci parlerà di papi, prossimamente...preoccupante pure questo?)

peccato che son per strada, mi perdo il minzo...vita amara

Stenelo ha detto...

Niente Minzo, oggi: al posto, una lunga intervista di Bertolaso, in cui lo si lascia dire la sua liberamente davanti a milioni di spettatori, com'è suo bananiero diritto. Il tutto su un procedimento giudiziario che manda la gente in custodia preventiva non perché c'è pericolo di reiterazione del reato, di inquinamento delle prove o di fuga. No, per TUTTI E TRE i motivi insieme. Per dire.
Che poi il dietrologo di turno penserà che magari, pochi giorni fa, quello là già lo proiettava ministro perché sapeva che... Solo che a chi lo dice, il dietrologo? Che, ci ho scritto Joe Condor?

Moretti non so. Sì, è vero che si pensa spesso a lui. Forse perché ha un'idea del mondo. Un'idea del cinema meno, secondo me, ma nessuno è perfetto, anche se "Henry pioggia di sangue" non è niente male, Silvestri non merita di essere torturato e Don Siegel era un regista con i controcazzi.

Emanuela ha detto...

Capperi!Questa definzone è perfetta!
E ora che mi ci fai pensare mi vine da chiedermi se il difetto dela seconda non dipenda direttamente dalla inesorabilità della prima, che insomma se il cinemadventa veicolo DI o PER qualcosa perde metà del suo essere...per quanto, a propsito di veicoli, quella vespetta ad Ostia, con il Koln concert sotto...mi si è stampato nel cervello, e non sol a me mi sa...nemmeno riuscivo a parlare quella sera, dopo il cinema...
e gli dovrò sempre accreditare che gridava "voltati" a Julie Christie, noi giù in platea lo si sarebbe sempre voluto fare...
ma a parte tutto, avercene, di idee del mondo e caspiterina, da un lato abbiamo la banda bassotti versione laida, all' opposizione i teletubbies..datemi un' idea, una qualunque, ma IDEA, sai quelle che lo vedi il lampo nello sguardo, quello che tradisce l'esistenza di un pensiero...ah ma sto di nuovo sognando...forse mi riesce di beccare il tg della notte, atterro direttamente alle stalle, le stelle per la prossima vita

Emanuela ha detto...

...e siccome l'assassino torna sempre sul luogo del delitto e a pensar male di solito ci si azzecca...il minzo non ci ha fatto mancare niente, puntuale e a scoppio ritardato, ma presente all'appello...la discesa continua...teniamo accese le lanterne, che fetore quaggiù, animo, animo...

Stenelo ha detto...

Sì, ho visto. Apparentemente la scommessa sull'intervento va sistematicamente ritardata di qualche giorno, quattro in media. Come dire che bisogna dare a Minzolini il tempo di guardarsi intorno, di annusare l'aria fritta, di ciurlare nella quinta acqua del bollito. Stavolta di giorni ce ne ha messi otto: colpa della Corte dei Conti e delle sue imbarazzanti percentuali.

Emanuela ha detto...

già..c'è anche da metter in conto che i vermi talvolta evono scavare prima di riuscire a metter fuori la testa, o che per proliferare necessitano di una prolungata frollatura...
Ah...dimenticavo: e "avanti Savoia!"


( nota di colore a margine: la Corte dei Conti: ho appena scoperto, dato che la vedrò ogni dì fuori dalla mia finestra nei prossimi mesi, che ha sede in un palazzo di kafkiana bruttezza e dimensione..che sia inerente al tristo suo compito?...dico, è evidente che non ne può uscire niente di buono se la si vede)