lunedì 25 gennaio 2010

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

IV — L'ARAGOSTA BOLLITA

Tre confezioni di crema Nivea a chi indovina il titolo del film. Nuove immagini giovedì e sabato, con conseguente scrematura.

lobster.jpg

ATTENZIONE: La partita si è conclusa martedì 26 gennaio alle 11.56. Strelnik si conferma quale vero challenger del 2010 ottenendo tre confezioni di crema Nivea.
I
l film da indovinare era Martha (1974 secondo imdb, 1973 a dire di Strelnik), girato per la tv da Rainer Werner Fassbinder. Ben descritta dal vincitore la scena da cui ho estratto il fotogramma e che ora ti faccio vedere.
La prossima sfida si terrà lunedì 1° febbraio.

L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA
Strelnik: 4 confezioni di crema Nivea.

22 commenti:

bianca ha detto...

L'unico film con la bellezza di tre dermatologi (tre!) che mi viene in mente ora è "Caro diario"...
Ma mi sa che ninnérano sposati, i dermatologi, e nemmeno è Moretti, quela stionata lì.
(Ormai è fatta. Masochisticamente ho preso l'impegno di aprire le danze, e sono di parola, dannata buoneducazione!)

Stenelo ha detto...

Insomma, dici che è "Caro diario", poi dici che non è "Caro diario" e invece è proprio "Caro diario"!
...
Ma no.
No che non è "Caro diario".
Eh.

bianca ha detto...

A furia di vederli come formichine nei senza naso sembravano aver perso la loro potenzialità, i puntini di sospensione. E invece guarda qui!...
M'hai fatto venire un tuffino al cuore, m'hai fatto, perfido zombolo!

Stenelo ha detto...

...
Ma anche ;

Strelnik ha detto...

Io dico che è "Martha" di Rainer Werner Fassbinder (1973). Una scena terribile col marito che dopo averla fatta ustionare dal sole vuole anche fare l'amore con lei (quel perfettino borghesedimmerda). Sì?

Stenelo ha detto...

È davvero un onore averla al tavolo, dott. Strelnik. Ieri, non so perché, mi sono detto che avrebbe indovinato dal primo fotogramma.

arcomanno ha detto...

Ma complimentoni! Qui il gioco si fa davvero duro. E' il caso di scaldare muscoli e motori...

Strelnik ha detto...

Eh, troppo buoni, grazie.
Il merito (e la Nivea) mi sentirei di condividerlo (a) con un'amica che mi raccontava d'essersi autoinflitta, un paio di settimane fa, una maratona fassbinderiana che forse m'ha rinfrescato la memoria proprio riguardo a quella scena lì...

(anch'io non ho resistito ai puntini di sospensione del dott. Stenelo)

bianca ha detto...

Muscoli?! Aiuto!
Ehm... Benvenuto Stre', sei bravo cavoli.

(Qui se torna pure Afa altro che ustioncine: siamo fritti, Arcomà.)

Stenelo ha detto...

Strelnik, la scena di "Kill Bill vol. 2" che citi su ff è un omaggio-ricalco di un film semitrash citato in questo post: come per la retrospettiva Fassbinder della tua amica, anche qui c'è una (doppia) coincidenza, dato che si parla ancora di amici miei e che sul post ci sono ricapitato ieri, per scoprire che youtube ha reso verboten "Il cacciatore". Ho ovviato.

arcomanno ha detto...

@ Strelnik: a proposito di letture trasversali, dopo "mi raccontava di essersi autoinflitta" pensavo continuassi con "un'ustione da aragosta bollita". Fiuu!

@ Bianca: Sì, ci manco solo Afasol. Poi frittura mista di paranza.

"Pensa quanto ho dovuto soffrire."
Ma tu pensa. Un uomo simpaticissimo, Un Oberschütze delle SS in potenza.

Stenelo ha detto...

Protagonista di uno dei film più deliranti della storia del cinema. Dato che anche questo non scherza, mi dico che Karlheinz Böhm si portava appresso un grano di follia che suo padre si sognava d'avere.

Strelnik ha detto...

@Stenelo:
grazie a tutte queste coincidenze e agli incroci di piattaforme web sto pian piano scoprendo gli archivi di "e al cinema vacci tu" (con gran godimento)

@arcomanno: Francesca, la mia amica reduce dall'indigestione di Fassbinder, mi diceva che per riequilibrare la psiche aveva bisogno di una serie di film leggerissimi e freschi. S'accettano consigli.

arcomanno ha detto...

E' un po' che non vedo film leggerissimi e freschi, con la piacevole eccezione dell'ultimo Woody Allen (Whatever Works). Erano anni che non uscivo così felice da un cinema. Mi sono divertito un mucchio e ho riso come uno scemo a voce alta insieme agli altri spettatori (chi l'ha detto che non si fa?). Che poi, non è mica facile fare un film "leggero" e "fresco".
Ma lascerei volentieri la parola al maggiordomo che ci ospita, col suo sorriso a metà e il bicchiere di Negroni in mano, per altri e migliori consigli.

Strelnik ha detto...

Ecco, ora che ci ripenso, un po' mi imbarazza avere usato i termini "leggero" e "fresco" riferiti a un film (sembrano due aggettivi buoni per un servizio di Mollica al TG1). M'avrà influenzato la Nivea...

Stenelo ha detto...

Sì, all'inizio uno pensa: che diavolo di aggettivi sono "leggero" e "fresco"? Poi ci rifletto su e mi dico se invertendo i termini la cosa funziona. Ad esempio, prendiamo Fassbinder, che personalmente tenderei a giudicare il migliore di tutto il nuovo cinema tedesco. Si può dire di Fassbinder che è pesante e marcio? Be', tutto sommato penso di sì. Quindi, se una si è sorbita una maratona Fassbinder di due settimane, è autorizzata per decreto a chiedere un digestivo fresco e leggero. (Che poi mica stiamo parlando di "rigoroso" e "coerente", quelli sì che sono aggettivi da paura.)
Resta il problema della definizione: basti pensare al trito aneddoto di Kafka che schiatta dal ridere mentre legge i suoi scritti agli amici.
Bando alle ciance, e porte aperte all'imbarazzo della scelta.
Uhm, che so.
Qualsiasi Lubitsch? Mettiamo "Mancia competente", il mio preferito?
Qualsiasi Hawks? Mettiamo tutti, stavolta?
"Fino all'ultimo respiro" o "Une femme est une femme" di JLG?
"Baci rubati" di Truffe?
Al consiglio di Arco, che aggiungere? "Broadway Danny Rose"? E perché a me faceva morire "La maledizione dello scorpione di giada"?
"Intrigo internazionale", prima che Hitch si fassbinderizzi?
Qualsiasi Cary Grant?
"Cars" o "Monsters, Inc." della Pixar?
"Ricomincio da capo"?
I corti di Wallace e Gromit?
Il periodo d'oro, ossia MGM, di Tex Avery?
"Una notte all'opera" o "La guerra lampo dei fratelli Marx"?

Strelnik ha detto...

Grazie davvero, dott. Stenelo.
Sia per la possibiltà di scelta regalatami sia per avermi tolto dall'impaccio dei due aggettivi in questione. Anche la mia amica ne sarà contenta - ne sono sicuro.

Stenelo ha detto...

Sempre a suo servizio, come direbbe mio cugino.
(Però basta con 'sta storia del dott. che la toglie dall'impaccio, altrimenti mi ci mette a me che sono un cazzone, nell'impaccio.)

bianca ha detto...

Strelnik: Fifa, eh? Ti capisco. Per entrare qui facciamo tutti toc-toc, e poi nascondiamo velocemente le nocche! (Sto scherzando...)
Stenelo: Ci avrei giurato che la finivi con quelli "a lunga scadenza"!
Dato che questa settimana siamo in relax, con un quizzaccio indovinato alla velocità del suono, faccio un altro bla-bla anch'io.
"Martha" è uno dei pochi film di Fassbinder che credo di non avere mai visto. Mi viene ora da pensare che il suo [di Marta] alter ego "leggero e fresco" potrebbe essere la Magda di Verdone. La ricordate? Non importa, ve la ricordo io: molla il marito stronzo in autostrada con l'auto in panne e scappa con Ringo, voilà.
Ricordo una retrospettiva di Fassbinder in un cinema romano, al Testaccio, poco dopo la sua morte. Eravamo quasi alla fine del 1982, e nei normali circuiti iniziavano a dare "Querelle". C'era tristezza in giro, non solo in sala, così ci sembrava. Avevamo vent'anni, e la consapevolezza di quel che accadeva intorno. In Italia, con lo yuppismo (parolaccia allora molto di moda) prendeva piede anche tanto brutto cinema. Ricordo l'ultima intervista pubblicata in "Pace e guerra", magazine mensile (bello) del Manifesto di allora, che finiva dicendo: "Succederà qualcosa". Mi lasciò male la sua morte: era tra i registi che più mi incuriosivano anche per certi strumenti di comprensione del reale che riusciva a dare con le sue storie. E a quell'età questo era un motivo tanto più importante, anche al cinema. Non che sia diverso ora, ché un nucleo di verità devi sentirlo, forse anche per ridere a crepapelle, o sorridere, insomma per non annoiarsi troppo.

Stenelo ha detto...

Fifa?
Toc-toc?
E soprattutto:
Nocche?!
Ma de che, nocche!

Bella storia, bianca. Ma l'espressione "siamo in relax", mi fa pensare ad Alessia Marcuzzi e mi viene male, che ho appena finito di mangiare un kebàb chickèn agli sciompignòn.

bianca ha detto...

Hihihihi, allora crudeltà!
Sia-mo-in-re-lax, sia-mo-in-re-lax, sia-mo-in-re-lax!

Stenelo ha detto...

Eh', 'sti giapponesi con l'horror ci san fare, poche balle.